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Premio Nobel ai bambini di Gaza: ma che senso ha?

Hanno bisogno di medicine, di viveri, di istruzione, di sanità, di pace. Hanno diritto una vita che valga la pena di essere vissuta, tutta. Quel Nobel per loro vale nulla

Il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza? Sarebbe un gesto simbolico, un riconoscimento che assume un valore morale. Punto. Un riconoscimento a 70mila bambini morti che non sapranno mai di averlo ricevuto? Un riconoscimento a tutti gli altri bambini che stanno soffrendo fame, sete, malattie e ancora bombe? E che se ne fanno questi bambini del Nobel? Sarebbe un premio escludente, come se le migliaia di uomini, donne, vecchi civili innocenti valessero meno. Come se i bambini siriani, somali, congolesi, etiopi, afgani, libanesi, ucraini, cubani, venezuelani valessero meno. Sarebbe ipocrita quel Nobel ai bambini di Gaza.

Loro hanno bisogno di medicine, di viveri, di istruzione, di sanità, di pace. Oltre i bisogni, hanno diritto una vita che valga la pena di essere vissuta, tutta. Quel Nobel, per loro vale nulla. Vale, invece, per chi aderisce alla petizione finalizzata all’assegnazione del Premio. E cioè coloro, politici, che annunciano sui giornali, con stile commovente e propagandistico il bel gesto della propria adesione. Una petizione usata come strofinaccio per togliersi qualche grammo di polvere dalla coscienza. Lasciamo che i signori della guerra, i sacerdoti del capitalismo più feroce, i cannibali dell’umanità, massacrino milioni di bambini e poi, tranquilli, a questi bambini diamo il Nobel. Il gioco è fatto. Una catarsi, una scarica emotiva transitoria in attesa di altri morti per altri premi.

Dicono che proposta non riguarda solo i bambini di Gaza: “riguarda il diritto alla memoria per i bambini che in tutto il mondo non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio. E allora proponete un Nobel per tutte le bambine e i bambini. Loro sono la pace, non hanno la mente bucata dall’odio, dalla guerra, dalla razza. Anzi date un Nobel non per la pace ma alla Pace. E allora, a chi fisicamente? A nessuno. Non date premi, date amore, coraggio, seminate proteste e rivoluzioni, sputate in faccia a chi spende miliardi per le armi e nega la vita a milioni di bambini. Ecco, questo sarebbe un premio gradito non solo ai piccoli morti di Gaza, ma anche a quelli che ancora resistono in vita e che vorrebbero tanto quel dono che nessuno riesce a dargli: il sogno. Buon Ferragosto a chi può.