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Stellantis: nuovo patto ‘cinese’ per sbarcare in Europa
Elkan

Quattro nuovi modelli con Dongfeng e nuova joint venture. Che ne sarà delle costose auto made in Melfi?

Dopo il memorandum d’intesa dello scorso mese di maggio, accordo raggiunto e nuova società inaugurata ieri a Whan, in Cina, tra Stellantis e Dongfeng, colosso cinese dell’auto. A darne conto TorinoCronaca.it.

Si chiamerà  Dongfeng Peugeot Citroen Technology la società appena nata, con un assetto societario che vede la joint venture Dpca (Dongfeng Peugeot Citroën Automobile) al 24% e Stellantis e Dongfeng al 13%. Saranno 4 i nuovi modelli in via di realizzazione dal 2027 a Whan. Due Peugeot e due Jeep con motori sia elettrici che ibridi. Ci sono però sviluppi anche in chiave europea. I due colossi (Stellantis e Dongfeng) stanno mettendo a punto una nuova joint venture (51% Stellantis, 49 Dongfeng) per l’importazione  e la vendita nel Vecchio continente di modelli di fascia alta a marchio Voyah. Il passaggio successivo degli accordi, inoltre, vedrebbe la produzione dei modelli cinesi proprio in Europa a partire dallo stabilimento francese di Rennes. Per ora sono solo ipotesi, annunci. Ma a questo punto, spostiamoci un attimo sui fatti di casa nostra, e in particolare a Melfi, dove sono in produzione 5 modelli tra elettici e ibridi (Ds8, Ds7, Compass, Lancia Gamma e dal prossimo anno anche un’Alfa Romeo).  Ora, una delle critiche mosse ai nuovi modelli di Melfi è il costo elevato, oltre al dubbio rapporto qualità/prezzo. Leapmotor è già approdata sul territorio nazionale  grazie agli accordi fatti con Stellantis.

La presenza di un altro colosso come Dongfeng spinge a porsi delle domande. Una su tutte è: tra 5 anni che ne sarà dei nuovi modelli di Melfi? La concorrenza è fortissima, parla ‘mandarino’ in casa nostra. Le auto attualmente prodotte nel sito lucano rischiano di essere superate dai mercati e dalla tecnologia del ‘Dragone’ ancor prima di essere vendute. Ripetiamo allora la domanda: cosa ne sarà dei 5 modelli di Melfi? La parola a vertici aziendali, sindacati e ‘addetti’ ai lavori.

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