Tartufaia controllata più grande d’Europa: L’incredibile ammissione dell’Ufficio Ambiente
La Regione Basilicata ha approvato di tutto senza che nessuno, all’interno dei dipartimenti competenti per la tutela del territorio e dell’ambiente, abbia mai visto il progetto reale
La difesa eretta dalla Regione Basilicata e dall’Alsia per blindare il D.P.G.R. n. 96 del 21 aprile 2026 (che riconosce ben 143,38 ettari di tartufaia controllata su terreni demaniali boschivi) è crollata sotto il peso di una clamorosa ammissione scritta.
L’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata, rispondendo il 20 agosto 2026 a una richiesta di parere formulata dalla stessa Alsia, ha infatti messo nero su bianco che agli atti della struttura non risulta alcuna istanza o provvedimento di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Fin qui l’amministrazione ribadisce la propria contestata linea difensiva: “il mero riconoscimento non necessita di VIncA”. Ma la vera novità risiede nella seconda motivazione ufficiale addotta dalla Dirigente, Maria Carmela Bruno: la VIncA non è stata fatta «perché non è pervenuto alcun Piano colturale della tartufaia controllata».
Il Paradosso: un decreto presidenziale firmato “al buio”
Questo passaggio svela un cortocircuito istituzionale e istruttorio di eccezionale gravità.
La Legge Regionale (L.R. 35/95), all’art. 10, stabilisce tassativamente che per ottenere il riconoscimento di tartufaia controllata il richiedente deve allegare il “Piano colturale e di conservazione della tartufaia”. Il decreto presidenziale n. 96/2026 a firma di Vito Bardi, nella sezione delle premesse (“Considerato”), dà formalmente atto di aver valutato la documentazione tecnica del progettista Gino Scavone e subordina l’efficacia del riconoscimento quinquennale al rispetto di un “Piano colturale degli interventi” (spalcature, diradamenti, drenaggi) da realizzarsi nel quinquennio.
La clamorosa smentita. Se il Decreto presidenziale si poggia su un Piano colturale che detta gli interventi sul territorio, com’è possibile che l’Ufficio Compatibilità Ambientale della stessa Regione dichiari ufficialmente di non aver mai ricevuto quel Piano?
Chi ha nascosto le carte? L’Ufficio Foreste (autorità procedente) ha deliberatamente evitato di trasmettere il Piano colturale all’Ufficio Ambiente per sottrarre l’opera alle inderogabili valutazioni di tutela ambientale?
La scure del Wwf e lo scavalcamento dell’Autorità di Bacino
L’ammissione del 20 agosto si inserisce in un quadro di violazioni a catena che l’inchiesta può connettere in modo chirurgico.
Il silenzio dell’idrogeologia. Proprio il Piano colturale “fantasma” prevede interventi invasivi come il “drenaggio e il governo delle acque superficiali” in un’area protetta dunale e retrodunale. Peccato che l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale abbia certificato il 17 agosto 2026 che «nessuna comunicazione è pervenuta» in merito al progetto, confermando il totale aggiramento degli strumenti di pianificazione sovraordinata (PAI)
La diffida degli ambientalisti: Il Wwf Costa Ionica Lucana, con nota del 18 agosto 2026, ha smontato la tesi del “decreto prevalentemente ricognitivo”. Il Wwf evidenzia che il decreto “recepisce e legittima un assetto tecnico-gestionale determinato, con effetti amministrativi immediati” su tre Zone Speciali di Conservazione (ZSC della Rete Natura 2000) e sulla Riserva Biogenetica di Metaponto. Per questo, l’indeterminatezza delle opere (senza indicazione di mezzi, aree esatte e tempi) impone l’applicazione del Principio di Precauzione e l’avvio immediato di una VIncA di II livello (Appropriate Assesment), comprensiva di monitoraggi stagionali.
Verso il Tribunale
Con il riscontro del 20 agosto, l’Amscil, assistita dal proprio legale, ha in mano la prova documentale del difetto assoluto di istruttoria che presenterà dinanzi al Tar Basilicata il prossimo 18 novembre. La Regione ha approvato la tartufaia controllata più grande d’Europa senza che nessuno, all’interno dei dipartimenti competenti per la tutela del territorio e dell’ambiente, abbia mai visto il progetto reale.
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