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Auto, la Id Polo sfata il tabù secondo cui l’elettrico in Europa non tira

Trentamila ordini in pochi mesi. A confronto il ‘caso Melfi’ (Stellantis): prezzi alti, mercato pigro, saturazioni lontane

Chi l’ha detto che l’elettrico in Europa non tira? Una netta smentita proviene dalla Volkswagen Id Polo, realizzata in Spagna nello stabilimento Seat di Martorell (vicino Barcellona). Inizio della produzione giugno 2026 e ad oggi già 30mila richieste, che sfiorano le 100mila se si pensa alla familgia allargata che comprende anche Skoda e Cupra. Tanto incoraggiante la partenza da regalarle i prestigiosi premi German Car of the year conferiti a nord di Francoforte, a Dietzholztail, lo scorso 22 settembre, con punteggi altissimi su design e sicurezza. La Id Polo va talmente bene che se un utente la prenotasse oggi, dovrebbe attendere fino ad un anno per la consegna, poichè le saturazioni dello stabilimento non consentono tempi più celeri.

Costa 25mila euro di lancio Una prima domanda sorge spontanea. Ma perchè richieste così alte in soli 3 mesi? Ebbene, qui paga la scelta del volume “popolare”, il cosiddetto segmento b. L’auto nelle versione con batteria da 37 kwh e un’autonomia di 330 chilometri. Più autonomia, batteria più grande, 35mila euro di partenza. Il prezzo iniziale deve però aver convinto più di qualcuno in Europa, solo nel Vecchio continente, infatti viene venduta. E deve aver convinto gli amanti del’utilitaria, dell’auto poco ingombrante per andare al lavoro o per la gita fuori porta non eccessivamente distante. Se questo è il biglietto da visita, vedremo se e quanti record di vendita riuscirà a superare la Polo prodotta in Spagna, insieme alle sue sorelline Cupra e Skoda (quest’ultima realizzata a Pamplona).

Il paradosso Melfi: 5 nuovi modelli e saturazione lontana. Costano troppo? Il ragionamento spinge ad un confronto diretto con l’Italia e in particolare con Melfi, dove con la piattaforma del settore medioalto (C e D) si realizzano dallo scorso anno diversi nuovi modelli. Sono 4 al momento (Ds8, Ds7, Nuova Compass e Lancia Gamma) e sono sia elettrici che ibridi. La politica voluta dall’allora amministratore delegato Tavares puntava ad auto del segmento ‘premium’, quindi prevalentemente Suv, e non è stata smentita, sin qui, dall’attuale Filosa, se non con qualche sfumatura differente. Prezzo di lancio per Ds8, 60mila euro. Per Compass 40mila. E non ci sono auto a costi inferiori. Per fare un esempio, con una Ds8 ne prendo 2 e qualcosa di ID Polo prodotte in Spagna. Sin qui le auto alettriche ed ibride di Melfi stanno faticando. Al punto che molte di quelle prodotte, come ci è stato segnalato da un operaio qualche giorno fa, restano nei piazzali . In assenza di numeri e ordini, viene in mente forse che i nuovi modelli prodotti nello stabilimento lucano faticheranno ad entrare nel mercato, se non in quello aziendale, industriale e del noleggio, come fatto intuire dai piani alti di Stellantis. Ma evidentemente non basterà a generare “saturazioni”, ovvero per far lavorare a pieno gli operai presenti nello stabilimento.

Incentivi all’esodo, cassa integrazione e futuro incerto Attualemente si lavora su un solo turno a Melfi, con una velocità di quasi 300 auto a turno. Ma non basta a garantire lavoro a tutti, c’è il Cds (Contratto di solidarietà) e la misura è prorogata almeno fino al 31 dicembre. Inoltre in 4 anni si è passati da 7.200 a 4.440 operai diretti (senza considerare la debacle dell’Indotto) per effetto degli incentivi all’esodo. Cioè il famigerato “gruzzoletto” concesso a chi lascia la linea. Sono 425 solo quelli che andranno via nell’anno in corso. Secondo stime e proiezioni future, inoltre, il numero degli operai potrebbe ridursi ancora, anche drasticamente. Ci si chiede quindi se la scommessa sui Suv e sui modelli del segmento medioalto sia stata un affare o meno, a Melfi. I dati, ad oggi, direbbero di no. Nel medio periodo, invece, staremo a vedere. Nel frattempo però sembra sfatato almeno il tabù secondo cui l’elettrico in Europa non tira. La ID Polo, al momento, ci consegna un’altra verità. E anche un’altra potenziale strada da seguire, abbassando, magari, un po’ i prezzi!