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Da Renzi a Meloni: il partito ‘trasversale’ dei petrolieri

Basilicata da trivellare: il presidente lucano Bardi e i colonnelli di Fdi chineranno ancora il capo a Meloni dopo l’annuncio di Bari?

Correva l’anno 2014 e all’epoca con Renzi al Governo si parlava di Sblocca Italia o ‘Sblocca Trivelle’, poi diventato legge (con minime eccezioni all’art.38, riguardanti estrazioni in mare). Era la legge nazionale che avrebbe ‘sdoganto’ estrazioni di gas e petrolio a oltranza per volere dello Stato (Governo) giustificandolo con un interesse “nazionale” e bypassando l’eventuale diniego delle Regioni. In Basilicata il Governatore di allora era Marcello Pittella (quota centrosinistra) oggi presidente del Consiglio regionale lucano, in una giunta di centrodestra (Bardi presidente).

Il verbo renziano: “Non saranno quattro comitatini…” All’epoca di Renzi e dello Sblocca Italia fece discutere e mobilitò tanto, proprio in Basilicata, la sortita dell’ex premier, il quale affermò pubblicamente: “Non saranno certo quattro comitatini a fermare le estrazioni in Basilicata”. Non è una traduzione letterale delle sue parole, ma il senso è quello. Sono passati dodici anni da allora. Da quattro anni al Governo c’è Giorgia Meloni e a far discutere è stato il suo passaggio alla festa di Fratelli d’Italia, a Bari, la scorsa settimana.

Il verbo meloniano: non ha senso comprare il petrolio in Qatar, c’è in Basilicata “Non c’è bisogno di prenderlo in Qataar, se c’è in Basiicata il petrolio lo andremo a prendere lì”. Anche qui non è letterale la traduzione, ma il senso è inequivocabile. Queste parole le ha pronunciate Giorgia Meloni la scorsa settimana a Bari nel corso della festa di Fratelli d’Italia per la ‘longevità’ del Governo. Bene, veniamo al merito di quanto espresso. La Lucania è da decenni la regione italiana in cui si estrae l’85% del petrolio nazionale. Se pensiamo alla sola terraferma (non mare) la quota arriva addirittura al 98%. Rispetto a questi dati e considerando che ci sono almeno altre 14 richieste di nuove estrazioni che pendono sulla concessione lucana Val d’Agri (Eni) è normale porsi delle domande. E chiedersi qual è l’intenzione del Governo di centrodestra per i prossimi 10 anni qualora dovesse vincere di nuovo, visto che ha parlato espressamente di “aumentare le estrazioni”.

Bardi e compagni chineranno ancora il capo a Meloni? Ed è lecito anche chiedere al Governatore attuale della Basilicata (Bardi, Forza Italia) quale interlocuzione abbia avuto con Meloni nelle ultime settimane. E se è a conosenza di nuove autorizzazioni che potrebbero venir concesse di qui a qualche anno. Previe le autorizzazioni necessarie, ovviamente. Il punto non riguada solo Bardi, i colonnelli lucani di Fratelli d’Italia (Gianni Rosa in testa) e i rispettivi futuri politici, ma tocca una regione che si è impoverita progressivamente negli ultimi 25 anni nonostante il petrolio. Di più. Ha pagato un prezzo altissimo in termini sanitari e ambientali che non è ancora chiaro ma che potrebbe presentare un conto pesantissimo. Anzi, lo sta già presentando. È una terra martoriata dalle estrazioni e dalle Compagnie. Il partito ‘trasversale’ dei petrolieri in Italia è ampio. Va da Renzi a Meloni. Non c’è dubbio. Gli interessi sono tanti e forse obliqui. Per questo c’è un disperato bisogno di capire quali idee per il futuro abbia l’attuale maggioranza che amministra, in Basilicata, ormai al secondo mandato. Rimaniamo ‘fossili’ come accaduto dal ’98 ad oggi (primi accordi con Eni) o ci sono nuove idee all’orizzonte? Ci sarà una battaglia politica anche con Meloni qualora ci fosse una specifica richiesta di “aumentare” ulteriormente le estrazioni in Basilicata, oppure Bardi e compagni chineranno sommessamente il capo?