Disagio che vivono produttori agricoli e consumatori è determinato dal mal governo
Tavolo Verde Puglia e Basilicata: serve una politica che valorizzi e sostenga le produzioni nazionali che è una condizione necessaria per garantire un reddito equo a chi concorre nella fase produttiva di primo livello
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Francesco Malvasi del Tavolo Verde Puglia e Basilicata
La notizia secondo cui alcune compagnie petrolifere hanno ritoccato i prezzi dei carburanti di alcuni centesimi dietro intervento di Giorgia Meloni
non è una cattiva scelta, ma non è risolutoria né per i produttori, né per i consumatori in senso generale: tuttavia va rilevato che la “misura poteva e doveva essere assunta sin da quando è iniziata la speculazione” , ma non è stato fatto perché tornava comodo per le casse e per drogare il Bilancio Statale attraverso maggiori entrate di Accise e Iva.
Il danno economico è stato e continua ad essere pagato maggiormente dai consumatori finali e dal mondo agricolo; questo già sofferente a causa e per effetto di una crisi che da più anni ha assunto carattere strutturale perché non rappresentato adeguatamente a tutti i livelli istituzionali per difendere il reddito di chi produce beni necessari alla vita, cioè di chi lavora la terra (imprenditori, tecnici, braccianti, lavoratori a diverso titolo) come se questi non fossero produttivi e non avessero un ruolo dignitoso nella società.
Che fare quindi per andare avanti? Si può superare la crisi? Sicuramente a patto che venga riconosciuta dalle Regioni e dal Governo nazionale; i movimenti di protesta, quelli non strumentalizzati ed indirizzati, che hanno consapevolezza del disastro incombente e della insostituibilità della funzione del produttore agricolo, non si fermano al carburante, ma richiedono interventi strutturali e una programmazione del futuro del settore agricolo nazionale nel contesto europeo e mondiale che non può prescindere da una politica dei prezzi di vendita dei prodotti agroalimentari in azienda e di acquisto dei mezzi tecnici e servizi impiegati ni processi produttivi. Parimenti una politica che valorizzi e sostenga le produzioni nazionali che è una condizione necessaria per garantire un reddito equo a chi concorre nella fase produttiva di primo livello, cioè nell’ azienda agricola.
In ultima analisi fino a quando la politica non prenderà atto che il modello sin qui seguito dalla politica agraria nazionale, regionale e degli Enti locali è stato fallimentare anche per inadeguatezza dei preposti, difficilmente si potrà fare un passo avanti; e probabilmente purtroppo non si potrà andare nella giusta direzione fino a quando non si avrà consapevolezza dello stato d’essere degli stessi agricoltori che a volte invece di unirsi si dividono facendo il gioco di chi li ha condotti verso il disastro le cui conseguenze le pagano anche i consumatori finali.


