La paura del petrolio che finisce e le rassicurazioni di Giorgia Meloni
Lo avevamo previsto: l’unica transizione che coinvolgerà da protagonista questa regione, sarà la transizione dalla marginalità all’esclusione, dalla servitù alla schiavitù, dalla povertà alla miseria
Meloni a Bari è chiara: “Intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari, perché non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se ce lo abbiamo in Basilicata”.
Arriva subito a sostegno Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia che, sul Secolo d’Italia, appoggia la linea della premier: “Non posso che essere d’accordo con il presidente Meloni”, dice, ricordando che diverse regioni italiane hanno un potenziale ancora inespresso di idrocarburi e che nei mari nazionali ci sono importanti riserve di gas metano. Rilanciando le parole della premier a Bari, aggiunge: “Non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se ce lo abbiamo in Basilicata”.
Ma dalle intenzioni ai fatti, avverte Marsiglia, serve un passaggio legislativo: “Serve una legge che sblocchi lo stallo per la ricerca di petrolio e gas in Italia”. E la partita non si gioca più solo in Basilicata. Come no!
È paradossale che la presidente del Consiglio da Bari annunci l’incremento della produzione di idrocarburi e a Policoro esprima solidarietà alle vittime del cambiamento climatico causato soprattutto dagli idrocarburi.
Ma a queste contraddizioni ormai siamo abituati. Si tranquillizzino Bardi, Cupparo e agli altri baciamano della presidente Meloni. In Basilicata la tragedia dello sviluppo grazie all’oro nero non è ancora finita. Lo abbiamo scritto in tutte le salese. Ultimamente abbiamo lanciato l’ennesimo allarme : l’unica transizione che coinvolgerà da protagonista questa regione, sarà la transizione dalla marginalità all’esclusione, dalla servitù alla schiavitù, dalla povertà alla miseria. Fate voi.
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