Petrolio, Giorgia Meloni blinda la Basilicata, più trivelle: commissariamento del Governo in caso di “inerzia della Regione”
Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge contro il caro carburanti prorogando il taglio delle accise sul gasolio fino a giovedì 17 settembre. Nel testo si nasconde un guaio per la Basilicata
Giorgia Meloni rispetto alle dichiarazioni pronunciate a Bari si è portata avanti. Il decreto introduce norme per velocizzare e semplificare le procedure per il rilascio di concessioni e permessi per la ricerca di idrocarburi (gas e petrolio) in Italia.
Il provvedimento introduce una semplificazione volta ad accelerare i procedimenti relativi alle attività energetiche strategiche, “così da assicurare che l’esercizio di attività di interesse nazionale nel settore energetico non sia compromesso da ritardi incompatibili con le esigenze di sicurezza energetica e di continuità degli approvvigionamenti. Nei procedimenti relativi alla prospezione, alla ricerca e alla coltivazione di idrocarburi su terraferma, quando la regione competente non si esprima sull’intesa richiesta, sono previsti l’assegnazione di un ulteriore termine per provvedere e lo svolgimento di un’apposita interlocuzione istituzionale, nel rispetto del principio di leale collaborazione.”
È prevista la possibilità di nominare commissari dedicati in coordinamento con le regioni per accelerare le attività strategiche.
“Attraverso la nomina di un commissario ad acta, il Consiglio dei ministri potrà esercitare i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 120, secondo comma, della Costituzione a fronte della persistente inerzia della regione, che sarà invitata a partecipare alla relativa riunione. In tal modo si garantisce la conclusione dei procedimenti in tempi certi, a tutela della sicurezza energetica nazionale e dell’unità economica della Repubblica”.
“Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche in Italia. Ed è questo l’obiettivo della norma licenziata oggi”, ha sottolineato Giorgia Meloni.
Ora, Vito Bardi e il suo governo regionale sono giustificati nella loro opera “pro-petrolio” mentre le opposizioni, che non avevano capito le intenzioni del centrodestra lucano e non avevano visto arrivare la svolta fossile, aspettano che Bardi riferisca in Consiglio regionale: che cosa deve più riferire? Sveglia.








