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Petrolio, Rosa (FdI): La sinistra crea caos e senza avere un’idea di futuro
Gianni Rosa

“È una narrazione costruita ad arte, che ignora deliberatamente i fatti e la storia recente”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Gianni Rosa, senatore di Fratelli d’Italia

Negli ultimi giorni la sinistra è tornata a soffiare sul fuoco della polemica sulle trivellazioni, dipingendo il Governo Meloni come responsabile di una presunta “svolta petrolifera” ai danni dell’ambiente e dei territori. È una narrazione costruita ad arte, che ignora deliberatamente i fatti e la storia recente.

Fu proprio un governo di centrosinistra, guidato da Matteo Renzi, con il decreto “Sblocca Italia”, ad aprire e sbloccare le trivellazioni in mare. E lo ha fatto in un contesto che gli avrebbe consentito di fare scelte diverse.

Oggi, il mondo è cambiato: due guerre – quella in Ucraina e quella in Medio Oriente – hanno sconvolto gli equilibri energetici globali. Il petrolio Brent, che nel 2016 valeva in media circa 45 dollari al barile, è arrivato a superare i 126 dollari nell’aprile di quest’anno.
Governare oggi significa fare i conti con uno scenario geopolitico che nulla ha a che vedere con quello di dieci anni fa e significa farlo con serietà, non con slogan. Per questo nessuna contraddizione nelle parole di Meloni.

La Presidente del Consiglio fa quello che è suo compito: adattare le politiche energetiche al contesto, senza dimenticare l’obbiettivo della transizione energetica adattare le politiche energetiche a questo scenario, senza abbandonare la transizione ecologica. E lo dimostrano i fatti: sotto questo Governo la potenza installata da rinnovabili è cresciuta di 24 GW in meno di quattro anni, contro gli 8 GW del quadriennio precedente.
Chi oggi grida allo scandalo dimentica anche i disastri dei Governi regionali di centrosinistra sulla sicurezza ambientale e sanitaria, proprio nell’ambito del distretto petrolifero.

Siamo stati noi a ricostruire l’Arpab e a rendere effettivi i controlli a fare il Piano delle ispezioni e a mettere in campo un piano epidemiologico completo. Tutto questo per far sì che un’attività, quella petrolifera che si svolge in tutto il mondo non producesse danni ai Lucani. La sinistra tenta di strumentalizzare l’attivismo che abbiamo sempre dimostrato sulle questioni petrolifere e di cui siamo orgogliosi e che non rinneghiamo.
A Bari, la Presidente Meloni ha parlato di “aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari”, parole identiche a quelle utilizzate nel suo discorso di insediamento nel 2022 in Senato e impegno presente anche nel programma elettorale che ha battuto la coalizione di centrosinistra.

Il paragone tra Qatar e Basilicata viene tradotto dalla sinistra come se si volessero aumentare le estrazioni in Basilicata ma è una forzatura che non regge. Attualmente in Basilicata non vi è alcun permesso di ricerca né concessioni off shore. Quindi non si capisce di cosa stiano parlando le opposizioni che si sono ridotte a inventare ‘casi’ pur di dimostrare di essere vivi.
La realtà è che la sinistra è priva di proposte concrete e sceglie ancora una volta la strada più facile: spargere paura e allarmismo per raccattare consenso.

Le royalties derivanti dalle estrazioni in Basilicata hanno sempre rappresentato una risorsa fondamentale per il bilancio regionale. Solo nel 2024 hanno sfiorato i 141 milioni di euro, destinati a sanità, trasporto pubblico, politiche sociali, forestazione e università. A questo si aggiungono migliaia di posti di lavoro, diretti e nell’indotto, legati alla filiera estrattiva. La sinistra, anche in questo caso, fa polemica pur di creare caos e senza avere un’idea di futuro del Paese e della Basilicata.