Potenza «Impianti sportivi abbandonati e giovani dimenticati. L’Amministrazione si svegli»
Berillo (Csi): Non possiamo continuare ad assistere a questo immobilismo. Rione Lucania, Betlemme e gli altri quartieri hanno bisogno di strutture aperte, sicure e accessibili
«Da troppo tempo lo sport a Potenza sembra essere considerato un problema secondario. Impianti chiusi, strutture lasciate nel degrado e procedure di affidamento mai avviate o ferme per anni stanno privando giovani, famiglie e associazioni di fondamentali luoghi di aggregazione». A denunciarlo è Giuseppe Berillo, consigliere del Centro Sportivo Italiano (CSI) – Comitato di Potenza, che richiama l’attenzione sullo stato di abbandono e sulla mancata riassegnazione dei campi da tennis di Rione Lucania, situati nelle vicinanze della palestra Caizzo.
«Parliamo di una struttura storica della nostra città – dichiara Berillo – che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per tanti giovani, famiglie e appassionati. Quei campi hanno ospitato attività sportive e iniziative legate anche alla Federazione Italiana Tennis. Eppure, da circa due anni, dopo la scadenza della precedente concessione, sono chiusi e inutilizzati, senza che siano state fornite notizie certe sulla pubblicazione di un nuovo bando».
Secondo il consigliere del Csi, questa vicenda rappresenta il simbolo di un problema molto più ampio: la mancanza di una programmazione seria per lo sport cittadino e la scarsa volontà dell’Amministrazione comunale di affrontare concretamente le difficoltà che interessano gli impianti presenti nei diversi quartieri.
«Non possiamo continuare ad assistere a questo immobilismo. Rione Lucania, Betlemme e gli altri quartieri di Potenza hanno bisogno di strutture aperte, sicure e accessibili. Lo sport non è un passatempo riservato a pochi: è salute, educazione, prevenzione del disagio, socialità e crescita. È soprattutto uno sfogo positivo per tanti ragazzi che, in assenza di spazi e opportunità, rischiano di essere lasciati soli».
La chiusura dei campi appare ancora più incomprensibile in un momento nel quale il tennis italiano sta vivendo una stagione di straordinaria popolarità. Sempre più ragazzi desiderano avvicinarsi a questa disciplina, ma Potenza, invece di accompagnare tale entusiasmo, tiene chiuso da anni uno dei suoi impianti storici.
«Mentre in tutta Italia cresce la passione per il tennis, a Potenza lasciamo arrugginire le reti e deteriorare i campi. È un vero paradosso. Ogni giorno di chiusura rappresenta un’occasione persa per la città e un danno per i giovani, per le associazioni sportive e per l’intera comunità».
Berillo chiede pertanto al sindaco e all’assessore allo Sport di spiegare perché, a distanza di circa due anni dalla chiusura, non sia stato ancora pubblicato un nuovo bando per l’affidamento della struttura. Chiede inoltre di conoscere le reali intenzioni dell’Amministrazione e, soprattutto, tempi precisi per la riapertura.
«Non servono più annunci generici o promesse continuamente rinviate. Servono atti amministrativi, risorse, responsabilità e un cronoprogramma verificabile. I cittadini hanno il diritto di sapere per quale motivo questi campi siano ancora chiusi e quando potranno finalmente tornare a utilizzarli».
La questione, conclude il consigliere del Centro Sportivo Italiano, non riguarda soltanto Rione Lucania, ma il modello di città che si intende costruire: «Una città che chiude e abbandona i propri impianti sportivi è una città che rinuncia a investire nel futuro. Potenza non può permetterselo. L’Amministrazione esca dal torpore e dia finalmente risposte concrete: i giovani, i quartieri e il mondo sportivo cittadino non possono più aspettare».



