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Se non ora quando: sciopero generale e manifestazione a Roma per salvare la Basilicata
Manifestazioni degli anni Settanta per la "vertenza Basilicata"

Di fronte all’ultima grave decisione di Commissariare la Regione per sostenere gli interessi di Eni, Total e dei sub appaltatori lucani bisogna mobilitarsi come avvenne negli anni Settanta

“Nel 1972 scattò la “vertenza Basilicata” per la decisione del Governo di escludere la Basilicata dai fondi Cipe per le attività produttive e le infrastrutture. La vertenza durò anni con grande partecipazione di massa fino al post sisma, aderirono gli Enti locali e Giunta Verrastro. Fu organizzata una grade manifestazione con 100 autobus e 5000 persone. Ci fu anche una iniziativa in Campidoglio per presentare le proposte e le richieste della Basilicata. La lotta produsse risultati concrete in termini di investimenti, attività manifatturiere, irrigazione, case, tutela ambientale, infrastrutture.

Di fronte alla ultima grave decisione di Commissariare la Regione per sostenere gli interessi di Eni, Total e dei sub appaltatori lucani non si può restare alle dichiarazioni di rito, all’attesa di confronti e tavoli.

Altro che autonomia differenziata! Qui si tratta di un colpo di mano per sottrarre, dopo l’acqua, anche le risorse energetiche alla Regione, per decidere a Roma e in casa di Total ed Eni: qualche milione in più di royalties senza nessuna prospettiva di lavoro, redditi e tutela del territorio. Una Basilicata in dissoluzione, terra di rapina. Ora tocca con estrema urgenza alle organizzazioni sindacali aprire la vertenza dichiarare lo sciopero generale e chiamare a raccolta le forze politiche e sociali, gli Enti locali con una piattaforma di pochi punti essenziali e organizzare una manifestazione a Roma. *Pietro Simonetti, Cseres- Centro Studi e Ricerche Economiche e Sociali