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Sellata-Pierfaone: dubbi sul rischio idrogeologico

Quei lavori di sistemazione idrogeologica in un’area in frana a ridosso delle piste da sci mai eseguiti

Torniamo al Progetto Sellata-Pierfaone e, prima di aggiungere le novità, facciamo una breve sintesi cronologica dei fatti più rilevanti. Il progetto a cui facciamo riferimento riguarda “Interventi Infrastrutturali di Rigenerazione e Riqualificazione degli Impianti Sportivi Esistenti Progetto di riqualificazione dell’area adiacente la pista del Comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone nel Comune di Abriola. II lotto.”

L’11 agosto usciamo con un articolo in cui ci chiediamo “che sta succedendo? È l’articolo che apre la nostra inchiesta giornalistica su tutta la vicenda e che lancia il primo segnale di attenzione sui lavori in corso.

Il 13 agosto pubblichiamo un altro articolo in cui chiediamo: “siamo certi che sia tutto in regola?” L’articolo fa emergere anomalie procedurali e questioni autorizzative ambientali. Intanto indaghiamo.

Il 19 agosto scriviamo che su quel progetto si addensano nuove nubi. Entriamo nei dettagli delle anomalie raccontate nell’articolo precedente.

Il 21 agosto da queste pagine chiediamo che si fermino i lavori  e rendiamo pubblici altri dettagli da cui emergono ulteriori elementi di ambiguità nelle procedure.

Nel frattempo dal 14 agosto in poi intervengono anche Avs e alcune associazioni ambientaliste che agiranno anche attraverso ricorsi ed esposti, in particolar perché preoccupate per il taglio di circa 1000 alberi previsto nel progetto.

Anche il nostro giornale continua a trattare l’argomento con nuovi articoli, editoriali, e con il rilancio dei comunicati stampa delle associazioni e di alcuni partiti politici. Alcune testate nazionali riprendono la vicenda sulle loro pagine, tra cui il Manifesto, il Fatto Quotidiano, Altraeconomia.

Il 25 agosto usciamo con un altro articolo, della lunga inchiesta, in cui riveliamo gravi anomalie nella procedura di affidamento del taglio degli alberi.

Il 27 agosto la Procura di Potenza dispone il sequestro del cantiere dei lavori per la nuova seggiovia, sequestro eseguito dai Carabinieri forestali il 31 agosto. Il 2 settembre la Procura mette sotto la lente autorizzazioni, procedure per ipotizzare eventuali reati.

Il 7 settembre  Il gip del Tribunale di Potenza convalida il sequestro dell’area. Oggi siamo in attesa di ulteriori sviluppi delle indagini in corso.

La novità di cui ci occupiamo in questo articolo riguarda l’area sottostante la pista da sci. Se i dubbi che qui solleviamo dovessero essere confermati, ci troveremmo di fronte a nuovi fatti tutti da chiarire.

IL RISCHIO IDROGEOLOGICO È STATO IGNORATO?

Dalla lettura di vecchi e nuovi documenti ci pare di capire che i responsabili del progetto avrebbero dovuto richiedere l’intervento dell’Autorità di Bacino, intervento che sarebbe obbligatorio. Perché?

L’intervento di sistemazione idrogeologica di un’ area in frana a ridosso delle piste da sci

Tra il 2016 e il 2018 il Comune di Abriola aveva in pancia un Progetto di restauro paesaggistico Mediante l’utilizzo di terre e rocce da scavo provenienti dai lavori di recupero ambientale e sistemazione idrogeologica di un’ area in frana a ridosso delle piste da sci in Località Pierfaone-Sellata”. L’intervento riguardava la sistemazione idrogeologica di un areale in frana nei pressi delle piste da sci e il restauro paesaggistico tramite l’utilizzo delle terre e rocce da scavo con ricostruzione dell’inclinazione naturale del pendio di due aree. Le zone oggetto di rimodellazione morfologica ricadevano: in area posta a vincolo idrogeologico; all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri- Lagonegrese; l’area 1 in zona Siti di Interesse Comunitario (SIC – Faggeta di Monte Pierfaone). Quindi capiamo che a ridosso della pista da sci c’era un problema idrogeologico già individuato oltre 10 anni fa.

frana frana frana

L’esecuzione dei lavori, all’epoca,  è affidata alla Triunfo srl, il cui amministratore unico è il cugino diretto dell’attuale e dell’allora sindaco di Abriola. I lavori sono sottoposti a Valutazione di incidenza ambientale. Perciò l’impresa esecutrice, il 21 aprile 2016, fa richiesta di rilascio dell’autorizzazione all’Ufficio compatibilità ambientale del Dipartimento ambiente e energia della Regione. L’Ufficio risponde in data 26 ottobre 2018:

In riferimento all’istanza…preso atto della nota dell’Ufficio Urbanistica e Pianificazione Territoriale della Regione Basilicata, del 22 giugno 2016 (inerente lo stesso progetto) di sospensione del procedimento ai sensi della normativa del Piano Territoriale Paesistico Sellata Volturino Madonna di Viggiano, che subordina ogni trasformazione all’approvazione del Piano d’Ambito Sellata-Pierfaone, si comunica l’archiviazione dell’istanza in parola, unitamente alla documentazione tecnica ad essa allegata. Nuova istanza di Valutazione di incidenza ambientale potrà essere prodotta solo a seguito dell’approvazione del suddetto Piano d’Ambito.

Quel Piano non è mai stato approvato e conseguentemente quei lavori, in assenza di Vinca, non sarebbero stati eseguiti. “Le aree interessate dal progetto ricadono in area a vincolo idrogeologico”, è scritto nella relazione paesaggistica a corredo del progetto.

Quindi si trattava di un progetto che avrebbe sistemato idrogeologicamente un’area in frana a ridosso delle piste da sci in Località Pierfaone-Sellata”. Progetto mai realizzato. In 10 anni da allora, quell’area in quali condizioni idrogeologiche si trova? Qual è il livello di rischio idrogeologico? Le domande appaiono pertinenti in quanto nello stesso foglio mappale interessato da quei lavori mai eseguiti, insiste, 10 anni dopo, il Progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone oggetto di indagini da parte della Procura di Potenza.

Tra le tante prescrizioni imposte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata che, tra l’altro, non risulterebbero tutte ottemperate, c’è una conferma del fatto che il progetto insiste in un’area di rischio idrogeologico: si nota che l’ area parco giochi ricade in zona in cui gli interventi di trasformazione sono “inammissibili perché collocati in area di rischio geologico di valore eccezionale”, e pertanto ne dovrà essere prevista la delocalizzazione in area compatibile.

Le domande

Dalla lettura dei documenti in nostro possesso non emerge in alcun modo che il Comune di Abriola abbia chiesto l’intervento o il parere dell’Autorità di Bacino competente. Organismo che non ha partecipato alla Conferenza di servizio indetta nel maggio 2026. Quel parere sarebbe anche obbligatorio. A maggior ragione se i lavori da eseguire ricadono in un’area già interessata nel 2015-2016 da movimenti franosi e da problemi idrogeologici. Problemi ritenuti risolvibili con lavori di recupero ambientale e sistemazione idrogeologica di un’ area in frana a ridosso delle piste da sci in Località Pierfaone-Sellata. Lavori mai eseguiti che sollecitano due domande: da allora ad oggi come, e se, è cambiata la condizione idrogeologica di quell’area interessata da movimento franoso? Il Comune di Abriola ha acquisito il parere dell’Autorità di Bacino prima di procedere con i lavori del recente progetto il cui cantiere è stato sequestrato?

Magari si è ritenuto sufficiente il parere favorevole rilasciato il 9 giugno 2026 prot. n. 128288 dall’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio della Regione Basilicata in ragione del progetto di fattibilità tecnico-economica. Quel parere, però, scrive il Gip nella convalida del sequestro, era da considerarsi decaduto in quanto: l’atto riportava testualmente: “qualsiasi variante tecnica, modificazione geometrica, planivolumetrica o localizzativa rispetto agli elaborati d’insieme d’ufficio esaminati nell’ambito dell’istruttoria deve essere preventivamente sottoposta all’esame del predetto Ufficio Foreste per il rilascio di un eventuale e autonomo provvedimento integrativo o di riesame, a pena di decadenza del titolo rilasciato”. In altre parole occorreva sottoporre all’Ufficio Foreste il progetto esecutivo.

Infatti l’Ufficio prescriveva, tra l’altro:

“Prima dell’avvio di qualunque attività di cantiere, movimentazione di terra o modifica dello stato dei luoghi, il soggetto attuatore deve trasmettere a questo Ufficio una relazione tecnica integrativa recante la stima di dettaglio coordinata delle volumetrie complessive di scavo e di riporto, atta a superare in via definitiva le discordanze quantitative rilevate in sede i istruttoria rispetto al Computo Metrico Estimativo, unitamente all’atto formale di approvazione del progetto esecutivo adottato dalla Giunta Comunale di Abriola”

Ora, non sappiamo se quel parere rilasciato nei termini indicati dal Gip, potesse essere sufficiente a risolvere le questioni di vincolo idrogeologico. Resta il fatto che mettendo insieme la storia degli ultimi 10 anni, sarebbe stato più rassicurante e prudente un parere dell’Autorità di Bacino, anche se non obbligatorio.

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