Logo
Sellata Pierfaone, al vaglio della Procura autorizzazioni e violazioni

Diverse le ipotesi di reato che hanno portato al sequestro preventivo dell’area lavori nel comprensorio sciistico

Sono diverse le violazioni di legge ipotizzate dalla Procura di Potenza alla base del sequestro preventivo dell’area lavori in località Sellata Pierfaone di cui nelle scorse settimane ci siamo occupati con un’inchiesta giornalistica. Falso ideologico per induzione; violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio per la realizzazione di opere in assenza di autorizzazione paesaggistica preventiva; distruzione di bellezze naturali per l’alterazione del quadro paesaggistico della località Sellata-Pierfaone; inquinamento ambientale in relazione all’abbattimento di 809 piante d’alto fusto, prevalentemente faggi, in area protetta, per le quali si ipotizza l’assenza dei necessari titoli; violazione urbanistico-edilizia per l’esecuzione di opere in assenza dei necessari titoli; violazione della legge sulle aree protette, per la realizzazione della nuova seggiovia all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano senza il preventivo nulla osta dell’Ente Parco sul progetto esecutivo.

Gli elementi sin qui raccolti – a parere della Procura – consentono di delineare, allo stato degli atti e ai fini della cautela reale, un quadro indiziario grave, coerente e convergente in ordine alle condotte contestate e supportate dagli esiti delle attività di indagine delegate e di iniziativa svolte dal personale del Nipaaf dei Carabinieri del Gruppo di Potenza.

La Procura ha ipotizzato tali violazioni a carico del Responsabile Unico del Progetto. Il provvedimento di sequestro emesso il 27 agosto è stato eseguito dai carabinieri forestali di Potenza. Si tratta di sequestro preventivo, spetta ora al Gip l’ultima parola con la convalida del provvedimento o meno.