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Stellantis, Melfi: “Che ne sarà dei colleghi più giovani?”

Le previsioni di un operaio 55enne. “Forse noi ce la faremo ad andare in pensione. I più giovani no. Ci vuole una politica che guardi oltre automotive e petrolio”

“Noi che siamo sulla linea da oltre 30 anni forse ce la faremo ad agganciare la pensione, il problema sono i giovani, la generazione del job act, ma anche quella intermedia”. La riflessione di un operaio Stellantis con oltre “30 di fabbrica” alle spalle, spazia a tutto campo. Si mostra moderatamente ottimista sulle sorti della sua generazione operante nello stabilimento lucano. “È vero che ci toglieranno la Ds8, e meno male – sottolinea – ma ora abbiamo la ds7 e la Lancia Gamma, in futuro l’Alfa Romeo e sicuramente ci daranno un altro modello”. Anche se “la platea si stingerà a 2500 operai o poco più” almeno altri 7 anni di lavoro ce li abbiamo”. Si sente fiducioso su questo. “Melfi è centrale nei piani di Filosa. E poi in Italia non ci sono annunci di chiusure e di licenziamenti di massa come per la Wolkswagen”. il riferimento va alla casa automobilistica tedesca che ha annunciato fino a 1000 mila licenziamenti entro il 2030. “Fortunatamente in Italia non siamo nelle stesse condizioni – osserva – certo il mercato è sbilanciato, troppe auto cinesi, ma è lo stesso Filosa che sta facendo accordi coi cinesi per condividere tecnologia avanzata sull’elettrico”.

“Altri 7 anni lavoreremo…” Nel quadro attuale l’operaio intravede i margini perchè un’intera generazione di ultracinquantenni possa andare in pensione grazie alla “linea” di Melfi. “Credo che ce la faremo – ribadisce – almeno altri 7 anni di lavoro ce li abbiamo”. Un calcolo generoso, il suo, ma plausibile. Il vero problema si annida in quella fascia generazionale di “colleghi” che oggi ha 40 anni o anche qualcosa in più. “Sono i giovani il vero problema – suggerisce – quando capita di parlare con colleghi, anche laureati, dico loro di valutare altre strade, per non rimanere tra qualche anno col cerino in mano”. Secondo questo ragionamento la fabbrica di Melfi non durerà oltre 10 anni, nonostante i tanti ammortizzatori sociali. “Ci sarà un punto in cui non converrà più nè a Stellantis nè allo Stato investire su Melfi e sugli altri stabilimenti italiani”.

La generazione ‘appesa’ A quel punto ci sarà una generazione appesa, tra passato in fabbrica e futuro da riscrivere. Che è poi lo status che stanno già sperimentando tanti lavoratori dell’Indotto Stellantis. “Esatto, tra 10 anni saranno migliaia i giovani, ormai non più tali, che si troveranno con 20 anni di contributi, a metà del guado, ma con una fabbrica morente”. Discorsi sensati. Uno scenario plausibile, quello disegnato dal nostro interlocutore 55enne. Forse bisognerebbe costruire già un dopo Stellantis, a Melfi, e in Basilicata. Come bisognerebbe immaginare una Lucania tra 10 senza petrolio. Un futuro da riscrivere. Il problema è che “manca una visione politica”. E una vera classe dirigente. Una terra “orfana”.

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