Cronaca
|Tangenti nei lavori per l’Alta Velocità Napoli-Bari: cinque lucani tra gli indagati
L’inchiesta della Procura partenopea su un presunto sistema corruttivo: soldi nascosti nei panettoni, orologi in regalo e caporalato
Ci sono anche cinque lucani tra i 49 indagati dalla Procura di Napoli per una presunta corruzione sui lavori per la costruzione dell’Alta Velocità ferroviaria Napoli-Bari. Venti le misure cautelari, tra cui dieci arresti ai domiciliari. Diverse le accuse ipotizzate dal pm titolare dell’indagine, Henry John Woodcock: intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, fatture per operazioni inesistenti, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e favoreggiamento.
Dalle indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, sarebbe emerso un sistema di corruzione tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti. Favori in cambio di denaro, in alcuni casi nascosto nelle scatole di panettone, e altre utilità come costosi orologi, vacanze, telefoni cellulari.
Al centro dell’inchiesta della procura guidata da Nicola Gratteri anche l’impiego irregolare e lo sfruttamento di lavoratori extracomunitari. In particolare, operai egiziani sottoposti a turni di lavoro anche di 20 ore, senza periodi di riposo e con retribuizioni inferiori ai minimi contrattuali.
Le opere finite nel mirino degli investigatori sono le tratte ultimate o in fase di realizzazione nelle province di Napoli, Avellino e Benevento.


