Logo
Tartufaia. L’Associazione Amscil declina l’invito dell’assessore Carmine Cicala
L'assessore all'Agricoltura, Carmine Cicala

“Esclusa la possibilità di avviare un confronto programmatico in pendenza di atti viziati da gravi anomalie procedurali non ancora rimosse dall’Amministrazione regionale in via di autotutela”

Con una dettagliata nota formale trasmessa questo pomeriggio a mezzo PEC all’Assessore alle Politiche Agricole Carmine Cicala, all’Ufficio Foreste, al RPCT e al Garante della Natura della Basilicata, l’Associazione AMSCIL APS-ETS (Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana), per il tramite del proprio procuratore speciale, ha declinato l’invito a partecipare alla “riunione organizzativa” convocata dall’assessorato per il giorno 3 settembre 2026.

L’Associazione chiarisce che la decisione di non presenziare all’incontro risponde a precise ragioni di tutela delle proprie prerogative e dei giudizi attualmente pendenti dinanzi alla Magistratura Amministrativa e Penale, escludendo la possibilità di avviare un confronto programmatico in pendenza di atti viziati da gravi anomalie procedurali non ancora rimosse dall’Amministrazione in via di autotutela.

Le ragioni del diniego: i nodi procedurali e giudiziari irrisolti.

Nella nota formale, il legale dell’AMSCIL riassume le macroscopiche criticità procedurali che impediscono la costituzione di un corretto tavolo di interlocuzione istituzionale:

  • La composizione illegittima della Commissione d’esame (TAR Basilicata R.G. 117/2026). È tuttora pendente dinanzi al TAR Basilicata il ricorso promosso da AMSCIL per l’annullamento della Determinazione Dirigenziale n. 1247/2025 di nomina della nuova Commissione d’esame per il rilascio dei tesserini di idoneità. Il provvedimento è censurato per la totale esclusione dei rappresentanti delle associazioni micologiche e delle organizzazioni agricole, in palese contrasto con l’art. 5 della Legge Regionale n. 35/1995 che impone un organo misto a garanzia della trasparenza e della par condicio dei candidati. Sedersi a un tavolo organizzativo basato su un assetto istituzionale monocratico contrasterebbe con l’azione di ripristino della legalità intrapresa in sede giurisdizionale.
  • La concessione della maxi-tartufaia ALSIA senza controlli ambientali (TAR Basilicata R.G. 256/2026). Risulta impugnato con autonomo ricorso il D.P.G.R. n. 96/2026 con cui è stata riconosciuta ad ALSIA una tartufaia controllata di ben 143,38 ettari di bosco pubblico nei comuni di Pisticci e Scanzano Jonico (area della Pineta Jonica). L’atto risulta adottato:
    • In totale assenza della prescritta Valutazione di Incidenza Ambientale (V.Inc.A.), nonostante l’intera superficie ricada all’interno della zona protetta di Rete Natura 2000  (ZSC IT9220080 “Costa ionica Foce Agri, ZSC IT9220095 “Costa ionica Foce Cavone”, ZSC IT9220085 “Costa ionica Foce Basento”), interessando anche la Riserva Biogenetica di Metaponto (Codice EUAP: 0037), circostanza formalmente certificata per iscritto dall’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione in data 12 giugno 2026;
    • In assenza di un regolare sopralluogo tecnico congiunto delle autorità forestali. Il decreto presidenziale indica infatti quale presupposto un presunto sopralluogo del 27 marzo 2026 con la partecipazione dei Carabinieri Forestali. Tuttavia, il Comando del Nucleo Carabinieri Forestale di Scanzano Jonico, con nota ufficiale del 19 maggio 2026 (prot. 33/42-1/2026), ha smentito categoricamente qualsiasi partecipazione dei propri militari a verifiche o sopralluoghi tecnici, precisando che si è trattato di un mero incontro fortuito su strada durante un normale servizio di perlustrazione del territorio.
  • Il sistematico diniego di accesso documentale L’Ufficio Foreste regionale persiste nell’opporre dinieghi all’ostensione dei documenti relativi alle sessioni d’esame e alla validazione dei quiz operata da un Funzionario dell’Ufficio Foreste (antecedente alla stessa costituzione della Commissione), disattendendo non solo i provvedimenti del Difensore Civico Regionale (provv. n. 5102/C) ma anche gli impegni formali assunti in sede di audit con il RPCT in data 2 febbraio 2026.

La posizione di AMSCIL

«La nostra assenza al tavolo di domani non è un atto di chiusura, ma una doverosa scelta di legalità – dichiara il Presidente di AMSCIL, Dott. Antonio Pagano –. Partecipare a un incontro di facciata mentre gli uffici regionali rifiutano di esibire i documenti d’ufficio e portano avanti atti privi delle necessarie autorizzazioni ambientali significherebbe legittimare un sistema che esclude le competenze scientifiche e locali per favorire concessioni demaniali eccezionali a soggetti pubblici e privati. Chiediamo che l’Amministrazione dia prova di buona fede annullando in autotutela gli atti viziati e ripristinando la corretta composizione degli organi collegiali previsti dalla legge».

L’Associazione AMSCIL – supportata anche dall’azione di tutela ambientale espressa dal WWF Costa Ionica Lucana e dalla solidarietà delle associazioni micologiche AMIT di Torrenova e Bresadola di Potenza– ribadisce che la porta del dialogo istituzionale si riaprirà non appena l’Amministrazione avrà ripristinato un quadro procedimentale idoneo e trasparente. Fino ad allora, la tutela del patrimonio naturale lucano e dei diritti dei raccoglitori continuerà con fermezza dinanzi al TAR Basilicata e presso la Procura della Repubblica di Potenza, dove è già pendente il relativo procedimento penale. Ufficio Stampa AMSCIL APS-ETS