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Venosa, Strada provinciale ex 168: le contraddizioni della corsia riaperta

Il comitato civico per la riapertura «È proprio il tratto indicato per cinque mesi come quello interessato dalla frana. Perché resta chiusa l’altra carreggiata?»

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato Civico per la riapertura della Strada provinciale ex 168 Venosa

Dopo oltre cinque mesi di chiusura, la Strada provinciale ex SS 168 torna parzialmente percorribile. Una notizia che il Comitato Civico per la riapertura della S.P. ex SS 168 accoglie con favore, ma che presenta una contraddizione evidente e che impone, oggi più che mai, risposte chiare da parte degli enti competenti.

La corsia che oggi viene riaperta al transito è proprio quella che per cinque mesi ci è stata indicata come la parte della strada interessata dalla frana. Al contrario, rimane chiusa la carreggiata che, per quanto ci è stato rappresentato durante questi mesi, non sarebbe stata interessata dal cedimento.

È questo il punto sul quale il Comitato Civico chiede chiarezza.

Per oltre cinque mesi cittadini, lavoratori, studenti, imprese e attività produttive hanno subito le conseguenze della chiusura totale della strada. Ci è stato spiegato che il provvedimento era necessario per la presenza della frana e per consentire gli interventi di messa in sicurezza.

Oggi, però, la situazione appare difficile da comprendere. Se la parte interessata dalla frana è quella che oggi viene riaperta al traffico, perché è rimasta chiusa per oltre cinque mesi? E, soprattutto, perché continua a essere chiusa la parte della strada che non sarebbe stata interessata dalla frana?

Non sono domande pretestuose. Sono interrogativi che nascono direttamente da ciò che i cittadini possono constatare oggi percorrendo la strada.

Il Comitato Civico chiede quindi di sapere con precisione dove si trovava il dissesto, quale carreggiata è stata effettivamente interessata dalla frana e quali siano le ragioni tecniche che hanno determinato la chiusura totale della strada per oltre cinque mesi.

Chiediamo inoltre di sapere dove sarà realizzata la paratia con micropali più volte annunciata: a monte o a valle della strada? E quali siano, oggi, le effettive condizioni di sicurezza del tratto riaperto. La riapertura parziale non può essere considerata la conclusione della vicenda.

Per cinque mesi le nostre comunità hanno pagato un prezzo elevato: più chilometri, più costi, più tempo negli spostamenti e pesanti difficoltà per lavoratori, studenti, imprese e attività produttive.

Tra le realtà maggiormente penalizzate anche la Cantina Sociale di Venosa, che ha fatto sentire con forza la propria voce quando la chiusura della strada ha iniziato a mettere a rischio la vendemmia e le attività dei propri soci.

Il Comitato Civico intende inoltre riconoscere l’impegno di chi, in questi mesi, ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, a partire dal Consigliere comunale di Forenza Biagio Santoianni, dal consigliere comunale di Maschito Rubino Mascolo e dai consiglieri comunali di Palazzo San Gervasio Rosa Forlino e Mario Saluzzi, attraverso petizioni, interlocuzioni e iniziative a sostegno delle comunità interessate.

Oggi salutiamo positivamente la riapertura della strada, perché significa restituire una parte della normalità a cittadini e imprese.

Ma una riapertura parziale non può far dimenticare cinque mesi di disagi e, soprattutto, non può lasciare senza risposta le contraddizioni che emergono proprio dalla modalità con cui la strada viene oggi riaperta.

Per questo il Comitato Civico chiede a Comune di Venosa, Provincia e Regione una ricostruzione chiara, pubblica e documentata di quanto accaduto.

Domande che si aggiungono a quelle già poste nei mesi scorsi vogliamo sapere: Dov’era esattamente la frana? Perché è stata chiusa completamente la strada? Perché è rimasta chiusa per oltre cinque mesi? Perché oggi viene riaperta proprio la corsia indicata per mesi come quella interessata dalla frana? Perché resta chiusa l’altra carreggiata? Dove verrà realizzata la paratia con micropali? E quali sono oggi le reali condizioni di sicurezza?

La strada può anche essere riaperta a metà. Le risposte ai cittadini, invece, devono essere complete.