“I nemici del popolo” a Matera, il documentario di Andrea Marinelli al Matiff
Nel documentario una narrazione che unisce Amazzonia e Basilicata, attraverso le voci di attivisti e cittadini sentinelle che resistono e provano a opporsi all’industria petrolifera
“I nemici del popolo” è il titolo del documentario del regista Andrea Marinelli, scritto con Lorenzo Pellegrini, che sarà presentato oggi a Matera nell’ambito Matera International Film Festival alle 18:30 al Cine Teatro Guerrieri. Saranno presenti il regista Marinelli e il produttore Paolo Maria Spina.
Nel documentario si dipana una narrazione che unisce due terre lontane, l’Amazzonia e la Basilicata, attraverso le voci di attivisti e cittadini sentinelle che resistono e provano a opporsi all’industria delle estrazioni petrolifere.
Il titolo trae ispirazione da Un nemico del popolo, dramma teatrale di Henrik Ibsen. Nel testo del drammaturgo norvegese il nemico del popolo è un medico che vive in una cittadina economicamente depressa in cui vengono scoperte delle acque termali “benefiche” che porteranno richezza e benessere. Il medico scopre e denuncia che quelle acque sono molto inquinate e dunque pericolose per la salute, ma invece di essere supportato verrà considerato dai suoi concittadini un “nemico del popolo”.
L’autore del documentario non punta i riflettori sulle compagnie petrolifere, o meglio non lo fa in maniera diretta, “ma di riflesso”, attraverso le testimonianze e il racconto di chi le estrazioni petrolifere le ha subite: agricoltori e allevatori che magari hanno dovuto smettere di produrre formaggi o ortaggi perché l’acqua che serviva per abbeverare o irrigare è inquinata; o di chi, o attivisti e cittadini sentinelle, non si è fatto “sedurre” dalle sirene delle multinazionali.
Il regista marchigiano racconta “chi resiste al potere del petrolio”: attivisti che con analisi alla mano, dati, ricerca e studio raccontano un’altra storia, fatta di inquinamento ambientale, salute messa a rischio; giornalisti che non hanno ceduto alle lusinghe delle multinazionali e che raccontano i retroscena legati all’industria estrattiva; giovani che hanno deciso di ritornare per contribuire, nel loro piccolo, a diffondere l’idea che, no, il petrolio e il potere che si porta dietro, non può spegnere tutte le voci.
Durante le riprese in Basilicata, tante sono le persone che hanno affidato al regista i loro racconti, le loro esperienze, i dolori, la solitudine in cui si sono spesso trovati in questa battaglia, che se pure combattuta ad armi impari, spesso è diventata un’ostinata scelta di vita.


