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L’industria della memoria in Basilicata: fondi Ue per passerelle autoreferenziali
Francobollo dedicato a Rocco Petrone

Le celebrazioni per il centenario di Rocco Petrone: finanziate con risorse destinate all’innovazione scientifica e drenate invece per la solita “animazione territoriale”

Presentata come un “ritorno alle origini”, l’operazione per celebrare la momoria di Rocco Petrone nel centenario della nascita ha tutti i tratti della ennesima trovata d’immagine per consumare il presente e le risorse pubbliche della Ue.

Rocco Petrone, giustamente ricordato anni fa da Renato Cantore per le sue imprese, non ha mai vissuto a Sasso di Castalda. Nato ad Amsterdam (New York) nel 1926 da emigrati lucani, a 17 anni entra a West Point. L’unico contatto con il paese d’origine si riduce a una fugace parentesi di giorni: una breve visita dopo il servizio militare in Germania, prima di rientrare negli Usa per laurearsi in Ingegneria Meccanica al Mit di Boston ed entrare, quattro anni dopo, alla Nasa.

Tutta la sua vita si è svolta tra Cape Canaveral e il Kennedy Space Center, tra numeri spietati e responsabilità su budget miliardari e vite umane. Petrone non ha mai coltivato legami operativi con il borgo e, com’era prevedibile, nessun discendente americano si è sognato di presenziare alla passerella del centenario inscenata qest’anno. Ma quando il protagonista non c’è e la famiglia tace, gli autorefenziali di mestiere fanno cerimonie davanti all’uscio vuoto: targa la pietra e santifica la coordinata catastale.

L’evento è l’ennesima tappa di una kermesse itinerante finanziata con il piatto dei 300.000 euro del bando Poc Basilicata 2014-2020 per i Cluster Tecnologici (D.G.R. n. 169/2024). Risorse destinate all’innovazione scientifica e drenate invece per la solita “animazione territoriale”: service audio, allestimenti, tappe da palcoscenico, rimborsi per cortometraggi varie ed eventuali.

Di fronte a queste cerimonie al “civico delle radici”, è doverosa la trasparenza: si esibisca subito il rendiconto analitico di come sono stati spesi i fondi regionali in Basilicata, in giro per l’Italia e negli Stati Uniti; si specifichi, voce per voce, se e quanto è stato effettivamente liquidato per targhe e rinfreschi, concerti, conferenze, gadget, varie ed eventuali anziché sostenere la ricerca reale, sistema produttivo e occupazionale del presunto sistema aerospaziale lucano; si indichi il ritorno economico e scientifico misurabile per ogni singolo euro.

Richiamare la memoria si dovrebbe fare diversamente. La targa e le altre trovate non servono a Petrone, ma ad auto-assolvere qualche imprenditore che usa la gloria dei grandi nome per coprire la mancanza di proprie iniziative concrete per il territorio.

Mentre si fa tutto questo in giro per la Basilicata, in Italia e in Usa, l’80% dei diplomati lucani si iscrive all’università fuori regione (dati Bankitalia). L’unico vero insegnamento che le istituzioni trasmettono ai giovani celebrando chi ce l’ha fatta all’estero è lo stesso di Petrone: andarsene via il prima possibile e senza voltarsi indietro contemplare il disastro economico, politico e sociale che nutre il declino della regione. Pietro Simonetti, Cseres Centro Studi e Ricerche Economiche e Sociali