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Tangenti e appalti nel sistema paramafioso lucano
Immagine generata con IA

Appunti per un romanzo astorico sul malaffare di alto bordo

Se dovessi scrivere un romanzo fantasy sul sistema tangentizio lucano e sui circuiti del riciclaggio di alto bordo, indagherei in mondi apparentemente insospettabili. Forse scoprirei che al centro delle dinamiche illegali vi è un sistema paramafioso che coinvolge personaggi politici vecchi e nuovi, imprenditori al servizio di soci occulti e politici al servizio di imprenditori d’assalto. Racconterei di altri imprenditori onesti vittime di un meccanismo che li tiene ai margini del mercato e che non vogliono sottomettersi ai voleri del sistema. E incontrerei altri imprenditori che per sopravvivere non solo alle continue crisi contingenti, ma alla tenaglia paramafiosa che li circonda, scelgono di cedere pezzi della propria dignità al mediatore di turno.

Insisterei con uno di loro per farmi raccontare come funziona l’ingranaggio. E forse mi direbbe che esistono procedure tangentizie corte che coinvolgono alcuni dirigenti e funzionari. E mi direbbe che le tangenti a taluni politici passano attraverso procedure criptate innescate in una catena di comando più lunga e tortuosa. Nelle procedure tangentizie corte non sono coinvolti intermediari, mentre in quelle criptate agiscono mediatori delegati, fidati, che riscuotono una specie di provvigione, non solo e non sempre in denaro.

Indagando sulle dichiarazioni dell’imprenditore, scoprirei un’altra linea di tangenti fatta di “donazioni” di quote societarie occulte e di fette di profitti generati da operazioni d’affari nei settori immobiliare, energetico, delle opere pubbliche e dei grandi eventi. Scoprirei Società di consulenza in grado di trasformare le tangenti in investimenti puliti.

Se dovessi scrivere un romanzo, prima di narrare la storia, chiederei a un imprenditore onesto, vittima del sistema, di spiegarmi come funziona il meccanismo paramafioso degli appalti. Forse mi direbbe che esiste un accordo tacito sulla rotazione degli affidamenti nel circuito chiuso di una manciata di imprese, 10 forse 15, e se scendiamo di importo potremmo parlare anche di un centinaio. Il giro di affari in un solo anno potrebbe quantificarsi in oltre un miliardo di euro. Tra il 2025 e il primo semestre del 2026, il sistema paramafioso avrebbe messo le mani su appalti, finanziamenti e contributi per una somma di oltre 1,5 miliardi. Pura fantasia. Ci metterei anche fantasia nell’affrontare il mercato delle assunzioni e degli incarichi. Un mercimonio scandaloso.

Infatti, si tratta di spiegazioni immaginarie fornite da un imprenditore immaginario. In fondo l’idea è di scrivere un romanzo del genere fantasy. E la fantasia mi porta da un ex politico anche lui immaginario. Al quale chiederei come e quando gli esponenti del sistema paramafioso si incontrano per decidere “che tempo deve fare” in Basilicata. Mi direbbe che si incontrano in luoghi massonici insospettabili a Roma, accademie o ristoranti amici. In luoghi occasionali in Basilicata, sedi di aziende, località turistiche, barche e hotel esclusivi o in occasione di eventi elitari. “Tutto deve apparire casuale”, mi dice. Anche un anniversario di compleanno o di matrimonio è l’occasione per organizzare feste e cene i cui invitati, opportunamente selezionati, si scambiano simbologie, pratiche amicali e accordi futuri.

Chiederei a un ex alto dirigente in pensione, dove finisce il denaro di origine tangentizia? “Qualche esempio? In appartamenti, investimenti immobiliari, alberghi, in Italia o all’estero. In società offshore nei paradisi fiscali.”  A lui chiederei di spiegarmi se il sistema è centralizzato oppure è più articolato. Mi direbbe, forse, che è tentacolare, capace di agganciare diversi circoli di affari, legati a diversi livelli istituzionali, e di renderli interconnessi. Ogni circolo ha i suoi giri, in base ai settori di specializzazione: eventi, spettacoli, cultura, lavori pubblici, sanità, energia, turismo, tecnologie, enogastronomia, eccetera. Circoli piccoli e grandi, spesso interdipendenti, ma riconducibili sotto l’ombrello di regole non scritte che fanno capo allo schema di potere protempore.

Dopo aver raccolto questi appunti altrettanto immaginari, mi accingerei a scrivere il romanzo. Nella speranza che la realtà non superi la fantasia. In tal caso il libro sarebbe un flop.

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