Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport

Le notizie dal territorio

Informazione Pubblicitaria

Parlare di sesso con i figli: quanti tabù!

I genitori potrebbero fare qualcosa per mitigare gli allarmanti dati relativi alla contraccezione? La riposta è sì

Il sesso è da sempre considerato un argomento di cui non parlare con i propri genitori. Molti ragazzi, infatti, tendono ad evitare di chiedere informazioni, perché preferiscono cercare approfondimenti sul web: la percentuale di coloro che non si sentono a proprio agio a trattare questo argomento in famiglia si aggira intorno al 20%. Di questo gruppo, il 45% delle persone non ha mai trattato il tema della contraccezione e il 44% quello delle malattie sessualmente trasmissibili. Quindi circa il 33% degli adolescenti intervistati non ha mai affrontato questi argomenti, nonostante alcuni di loro abbiano già avuto il loro primo rapporto sessuale, sia protetto che non.
Molti ragazzi, sia essi provenienti dal Nord o dal Sud, ritengono che sarebbe utile introdurre dei corsi sull’educazione sessuale all’interno delle scuole, con lo scopo di informarsi e nello stesso tempo chiarire i loro eventuali dubbi.

Qual è l’età giusta in cui perdere la verginità? Non vi è una cifra esatta, perché essa può dipendere da vari fattori.
Per una buona parte degli italiani, le maggiori probabilità di perderla si hanno tra i 17 e i 20 anni: infatti il 40% di loro ha avuto il primo rapporto sessuale proprio in questa fascia d’età, mentre alcune persone hanno dichiarato di prendersela più con calma, ammettendo di averla persa tra i 20 e i 25 anni (22,7% degli intervistati). Non è finita qui, considerato che il 13,1% ha perso la verginità in un’età compresa tra i 14 e i 16 anni e, addirittura, il 2% lo avrebbe fatto ancora prima di compiere i 14 anni.

Infine vi sono i cosiddetti ritardatari, i quali dichiarano di aver avuto il loro primo rapporto sessuale tra i 25 e i 30 (6,8% degli italiani), mentre l’1,5% ha aspettato di trovare la propria anima gemella, con la quale passare un’indimenticabile serata amorosa.

Fare prevenzione in ambito sessuale

Un argomento di cui è doveroso parlare è quello riguardante la prevenzione: uno studio effettuato dall’ISS (Istituto Superiore della Sanità) ha rivelato che circa un adolescente su 10 è convinto che il coito interrotto possa fungere come metodo di prevenzione, mentre il 9% delle ragazze e dei ragazzi sono fortemente convinti che farlo durante i giorni non fertili permetta di ottenere un’ulteriore protezione. Inoltre vi è il sempre più comune pensiero che la pillola contraccettiva sia un metodo infallibile per prevenire infezioni o malattie sessualmente trasmissibili.

Un dato allarmante è quello relativo all’utilizzo del profilattico durante l’atto sessuale, il cui disuso interessa circa il 10% delle coppie. Un mancato utilizzo dello stesso, potrebbe facilitare l’insorgere della pericolosissima AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) e di gravidanze indesiderate, le quali, soprattutto in ragazze di giovane età, potrebbero portare alla scelta di abortire.

Come se non bastasse, le visite mediche effettuate dagli adolescenti sono davvero troppo scarse: i dati confermano che solamente il 33% delle adolescenti si è sottoposto ad almeno una visita dal ginecologo e che il 12% dei ragazzi ha svolto una visita andrologica (utile per verificare la presenza di patologie anche gravi, quali la disfunzione erettile, l’eiaculazione precoce e il frenulo breve).

I genitori potrebbero fare qualcosa per mitigare gli allarmanti dati relativi alla contraccezione? La riposta è sì. Se i propri figli sono sessualmente attivi, acquistare anche su internet sul sito specializzato fantasiepiccanti.it, con discrezione, e fargli trovare dei contraccettivi in casa potrebbe essere un’ottima soluzione: infatti molti adolescenti non li utilizzano perché si vergognano a comprarli, dovendo metterli sulla cassa o mostrarli al farmacista.