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Nel crack di Veneto Banca ho perso 200mila euro. In Basilicata risparmiatori truffati lasciati soli foto

In Basilicata sono andati in fumo circa 50 milioni di euro. L'appello di Antonio ai lucani: "Domani venite a Roma a manifestare"

Domani 4 ottobre, a partire dalle 11, in Piazza Montecitorio, a Roma, sfileranno i risparmiatori vittime del fallimento delle Banche Venete: l’hanno chiamata Giornata nazionale del Risparmio tradito e dei Diritti violati.

Tra coloro che sfileranno ci sarà anche un lucano che, nel crack di Veneto Banca, ha perso più di 200mila euro. Antonio (il suo vero nome però è un altro), pensionato potentino, vive il dramma in solitudine. Costretto a nascondersi perché “in famiglia non sanno niente- ci spiega- non ho avuto il coraggio di dire che avevamo perso tutto”.

In questi mesi si è battuto per coinvolgere le associazioni dei consumatori, la politica, gli altri compagni lucani di sventura. Si ritrova però solo. Sostegno e condivisione li ha trovati altrove: in Veneto e in Toscana, “dove sono sorti gruppi spontanei di risparmiatori truffati che ogni giorno fanno sentire la loro voce organizzando incontri e manifestazioni”

In Italia siamo circa 500mila frodati-racconta Antonio- al danno segue però la beffa di un Governo che ha preferito salvare le banche e gettare a mare i danneggiati”.

In Basilicata sono migliaia gli azionisti che con BancApulia (comprata dal gruppo Veneto Banca). Hanno perso i risparmi di una vita. Sono per lo più pensionati, piccoli imprenditori e impiegati. Si sono affidati a funzionari di banca “amici” acquistando titoli che oggi valgono meno della carta straccia.

Non ci hanno spiegato- i funzionari di banca- che le azioni erano illiquide, ossia non vendibili nel mercato ma gestibili sono all’interno. Ci hanno fatto investire somme considerevoli senza avvisarci del rischio.

Non ci hanno detto la verità- aggiunge Antonio- i risparmi non erano investiti su un capitale sicuro ma assolutamente a rischio e un semplice cittadino come me questo non poteva saperlo”.

In Lucania sono state collocate azioni per 45 milioni di euro (14 milioni nella provincia di Matera e 31 milioni nella provincia di Potenza) che con la svalutazione decisa dal Cda della banca, nel maggio scorso, oggi valgono quasi zero.

Le città che in Basilicata hanno subito più danni dal crack sono Potenza (quasi 9 milioni di euro), Matera e Lavello (6 milioni di euro), Melfi (5 milioni), Avigliano (2,3 milioni), Tricarico (2 milioni), Bernalda (1,8 milioni), Policoro (1,6 milioni).

E’ ai mille come lui che si rivolge Antonio: “E’ importante esserci a Roma. E’ importante alzare la voce contro chi ci ha derubato”. Ma la speranza che la Basilicata possa rispondere in massa è flebile.

Nei giorni scorsi- racconta l’uomo- abbiamo convocato una riunione a cui si sono presentate una trentina di persone, la maggior parte preferisce aspettare gli esiti giudiziari”.

Al contrario di quanto avvenuto in Veneto- spiega l’uomo che ormai e suo malgrado è diventato un esperto in materia- in Basilicata, i risparmiatori sono stati lasciati da soli. Nessuna iniziativa, nessuna azione concreta da parte del governo locale. I nostri rappresentati politici nelle istituzioni hanno taciuto. I sindacati hanno taciuto. Potrei fare i nomi dei consiglieri regionali a cui ho inviato decine di mail, a cui ho chiesto incontri, sostegno, e che in molti casi non si sono degnati neanche di rispondere. Perché?”

E’ la battaglia per vedere riconosciuto il diritto al risarcimento che tiene in piedi Antonio. Lo si capisce dal suo volto, oltremodo segnato e sofferente. Oggi ha l’aspetto di uno che alla sua età è stato costretto a indossare panni scomodi, sdruciti, trasandati. Un uomo costretto a vivere due vite “per la vergogna di aver fatto un investimento sbagliato, per essersi affidato a mani sbagliate e vigliacche”.

I gruppi veneti, molto attivi anche sui social, hanno adottato questo lucano che si sente senza terra. “In Veneto la condizione è diversa: i cittadini sono stati combattivi dai primi giorni del crack. E lo sono state le istituzioni.

La Regione veneta – racconta ancora- insieme a quella toscana parteciperanno attivamente al corteo a Montecitorio. Il governatore veneto, Luca Zaia, il 14 novembre 2016, in Consiglio ha ottenuto l’approvazione per la modifica al fondo di solidarietà per fornire assistenza legale ai cittadini danneggiati dal crack delle due banche annunciando lo stanziamento di 500mila euro. Sono promesse? Può essere, ma almeno hanno ascoltato i cittadini danneggiati. Qui in Basilicata non è accaduto nemmeno questo”.

Le associazioni a difesa dei consumatori venete sono scese in campo concretamente; la Chiesa si è mobilitata. Don Enrico Torta, parroco di Dese, non ha lasciato soli i poveri Cristi come me”.

E’ a tratti confuso Antonio- più volte i suoi occhi si riempiono di lacrime che per dignità trattiene di fronte a noi che siamo “giovani”. Non nasconde però la sua rabbia quando si augura di vivere fino a 80 anni per avere finalmente l’impunità di potersi vendicare. “A quell’età non possono mettermi in galera”.