Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport

Al teatro Stabile di Potenza in scena “Ascolta, Israele”

Narrazione documentaristica, testimonianze dei prigionieri del campo di concetramento di Bolzano

Il 6 febbario, alle 10 e, in replica, alle 12, al Teatro Stabile di Potenza, l’Associazione Ariadne – Compagnia Teatro A allestisce “Ascolta, Israele” con la regia di Valeria Freiberg.

La pièce si inserisce all’interno dell’”Autunno Letterario”. In scena gli attori della compagnia Teatro A: Guido Del Vento, Antonio De Stefano, Giacomo De Rose e Cristina Colonnetti.

Ascolta, Israele è una narrazione documentaristica, un tentativo artistico di trovare un’identificazione della realtà scenica con la realtà storica.

Sulla scena spoglia gli attori narrano le testimonianze dei prigionieri del campo di concentramento di Bolzano con spaventata e dolorosa intensità, senza retorica ed enfasi, ponendo in primo piano voci, corpi, gesti che lasciano un segno. I destini tragici dei protagonisti sono accompagnati dalle antiche preghiere e dai canti del popolo ebraico.

Le battute degli interpreti sono tratte da lettere e messaggi dei prigionieri, da testimonianze e ricordi di uno dei momenti più neri della nostra storia.

“Sull’Olocausto, sulla Shoah – afferma in una nota Valeria Freiberg – sembra che tutti concordino eppure in questi ultimi anni abbiamo scoperto che esistono i revisionisti, le persone che mettono in dubbio l’orrore accaduto in Europa durante l’ultimo conflitto mondiale. Appare davvero indispensabile analizzare i fatti in modo più obiettivo, richiamandosi a fonti e documenti. Tanto più in un’epoca come la nostra che vede il risveglio di nazionalismi e antisemitismo. Bisogna riflettere sugli eventi rifacendosi ai fatti”.

Come diceva Primo Levi – conclude la regista – “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.