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Avigliano, dipendente del Comune: sulla produttività modalità che determinano sperequazioni

"C'è possibilità di invertire la rotta?"

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Nelle scorse settimane, dopo una paziente attesa durata circa due anni, si è denunciato con diversi comunicati riportati dai quotidiani locali, la mancata corresponsione della “produttività 2017” ai dipendenti del Comune di Avigliano.

Negli stessi comunicati si denunciava anche il mancato inquadramento negli organici dell’Ente dei precari che da anni svolgono la loro attività in vari uffici e che, allo scadere di ogni anno, devono attendere la loro riconferma per poterla riprendere.

Nel mese di febbraio scorso, il primo problema sembra (?) essere stato risolto: con deliberazione dirigenziale n. 13 del 25.02.2019 della dott.ssa R. Pace, responsabile del Settore a cui è affidata la competenza sul personale, si è proceduto a liquidare la produttività ai dipendenti per l’anno 2017.

Dico “sembra” perché le modalità con cui il compenso per la produttività è stato erogato è, a dir poco, singolare.

Trattasi di una modalità deliberata dalla Giunta comunale con atto n. 136/2016 e che, con molta probabilità, si applica nel solo Comune di Avigliano. Essa prevede la divisione del budget complessivo in budgets di Settore, poi la divisione del personale di ogni settore in due fasce A e B (quella dei dipendenti più produttivi e quella dei dipendenti meno produttivi) e, infine, il calcolo di quanto dovuto ad ogni dipendente in base alla valutazione dei Responsabili di Settore.

E’ una modalità che determina non poche sperequazioni in quanto eroga compensi quantitativamente diversi a dipendenti che pure appartengono alla stessa categoria e che hanno ricevuto la stessa valutazione per il solo fatto di essere assegnati ad un Settore anziché ad un altro o, addirittura, eroga compensi inferiori a dipendenti di categorie superiori con valutazioni uguali o superiori o persino con la massima valutazione rispetto ad altri dipendenti che hanno la fortuna di trovarsi in settori dove anche chi non ha percepito valutazioni alte finisce per essere compreso tra i dipendenti più produttivi.

Tutto ciò non accadrebbe se la distribuzione dell’intero budget fosse spalmato sull’intero numero dei dipendenti, come sicuramente più giusto, equo e rispettoso del principio di imparzialità.

Per quale motivo si è scelto di perseguire questa strada? Perché si è capito che, in questo modo era possibile premiare i dipendenti più fedeli a scapito di quelli più critici? E’ una ipotesi da non scartare a priori ma che andrebbe suffragata da altre prove.

Se mettessimo in relazione, invece, questa vicenda con quella della mancata stabilizzazione dei precari, con quella delle poche assunzioni fatte in questi anni quasi tutte di categorie apicali (i dipendenti del Comune di Avigliano sono ormai ridotti a meno di 40 a fronte di una capienza consentita per un Comune di questa grandezza di almeno il doppio), a come vengono attribuiti incarichi, a come viene gestita la formazione e il salario accessorio, si comprende la grande sottovalutazione che c’è stata nella politica degli ultimi decenni del fattore “risorse umane” per il funzionamento della macchina amministrativa.

C’è la possibilità di invertire la rotta? Lo spero! Anche per i cittadini di Avigliano che hanno diritto a poter contare su una “risorsa umana” all’altezza delle loro aspettative e non logorata ed esasperata dalle continue discriminazioni.

Sicuramente anche noi dipendenti e i nostri rappresentanti, che in questi anni abbiamo abbassato la guardia lasciando fare molto, anzi troppo, possiamo dire la nostra e contribuire al necessario cambiamento di rotta.

Carmelina Rosa (dipendente Comune di Avigliano)

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