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Mattia (M5S): Basilicata centro logistico del Sud e motore di sviluppo del Mezzogiorno. In 5 anni 30mila posti di lavoro e stop allo spopolamento

In una lettera aperta ai cittadini il candidato presidente dei Cinque Stelle svela le linee fondamentali del programma

In una lunga lettera aperta ai cittadini e al mondo produttivo lucano Antonio Mattia, candidato presidente del M5S alle prossime elezioni regionali, svela i contenuti fondamentali del suo programma per le elezioni regionali. Partendo da considerazioni storiche sulle condizioni attuali della Basilicata, traccia le linee che dovrebbero portare la regione in una stagione di crescita e di sviluppo economico e sociale.

Sulle infrastrutture per lo sviluppo Mattia lancia la sfida: “La Basilicata al centro del Mediterraneo e piattaforma di sviluppo per l’intero Mezzogiorno d’Italia. Finestra europea dei Paesi asiatici. Da centro fisico del Mezzogiorno a centro logistico del Sud che va collegato al porto di Taranto per ampliarne l’entroterra sia dal punto di vista fisico, autostrade, ferrovie, aeroporti, sia dal punto di vista amministrativo. Questo richiede un approccio diverso alla programmazione e alle relazioni istituzionali con il governo, con le regioni limitrofe e con i players internazionali.”

E aggiunge: “Il nostro Piano per le infrastrutture prevede investimenti pubblici e privati ed è già in fase avanzata di studio con i diversi players nazionali ed internazionali. Un Piano che, insieme con le altre azioni del programma, prevede circa 55-60 mila nuovi posti di lavoro in dieci anni.”

Anche sulle questioni ambientali, il candidato presidente del M5S sembra avere le idee chiare: “Sulle questioni ambientali dobbiamo essere intransigenti e al tempo stesso tenere ben saldi i piedi per terra. Ci opporremo a nuove concessioni petrolifere, non per parte presa ma per salvaguardare le prospettive di sviluppo della regione. Chiederemo con forza la bonifica immediata dei pozzi dismessi. Il modello di gestione del petrolio basato sullo scambio di posti di lavoro e appalti promessi dai petrolieri in cambio di una gestione disattenta e omissiva della pubblica amministrazione sugli impatti ambientali e sulla salute dei cittadini deve trasformarsi immediatamente in un modello che mette al centro il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Noi siamo per la chiusura degli impianti attivi. Qualora non ci fossero le condizioni e le ragioni legali per chiuderli, sarà prioritario, per il tempo che rimane, passare dal modello nigeriano cui ci hanno costretti a un modello di tipo norvegese che abbia le caratteristiche per diventare un modello originale lucano. Anche per questo attiveremo una task force sul petrolio. Riteniamo che i lucani abbiano il diritto conoscere le quantità di petrolio estratte. Pretenderemo ispezioni e controlli pubblici sulle produzioni. Così come riteniamo fondamentale un sistema di monitoraggio pubblico, indipendente e di garanzia, sull’impatto degli impianti. Il Cova e Tempa Rossa possono chiudere subito o nei prossimi anni, tuttavia è indispensabile la costituzione di un deposito cauzionale per la rimozione degli impianti alla chiusura e per la bonifica delle aree interessate dalle estrazioni. In questo quadro di trasparenza e di ripristino della legalità riteniamo auspicabile una revisione degli accordi fin qui sottoscritti dalla Regione con le società petrolifere. (…) E aggiunge: “Nel quadro di una nuova politica per l’ambiente, riteniamo non più rinviabile l’adozione di un Piano di tutela e di gestione delle acque, condiviso con i cittadini e ratificato da esperti indipendenti e di garanzia. Per causa di una politica scellerata la Basilicata è diventata una foresta di Pale eoliche. Su questa fonte energetica si sono scatenati appetiti e affari a danno dei cittadini e dei territori. Siamo di fronte a invasioni violente di paesaggi e di terreni agricoli e di aree archeologiche. Va fermata la corsa all’eolico selvaggio e vanno superate le situazioni insostenibili nelle quali vivono intere famiglie. La Basilicata cade a pezzi. L’ultima tragica vicenda della Frana a Pomarico ci consegna l’imminente necessità di realizzare un piano, finalmente concreto, di tutela del territorio dal dissesto idrogeologico. Un piano che sia anche occasioni di lavoro e quindi di crescita di buona occupazione.”

La lettera oltre ad affrontare gli altri temi dello sviluppo, solleva le questioni del welfare, della sanità, della trasparenza nella pubblica amministrazione.

A questo link, la lettera completa Lettera aperta ai lucani di Antonio Mattia (M5S) – 4-feb-19