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Carabinieri, in Basilicata 517 arresti in un anno foto

I dati forniti nel corso della cerimonia per i 205 anni dalla fondazione dell'Arma

Sono state 517 le persone arrestate e 4.846 quelle denunciate in stato di libertà dai Carabinieri, in Basilicata, nell’ultimo anno: i dati sono stati resi noti in mattinata, a Potenza, dal Generale di brigata Rosario Castello, comandante della Legione Carabinieri “Basilicata”, in occasione del 205/o anniversario di fondazione dell’Arma.

Durante la cerimonia il ricordo dei carabinieri Medaglie d’Oro al Valor Miliare alla Memoria Claudio Pezzuto, Donato Fezzuoglio, Orazio Petruccelli e Antonio Pozzi e un commosso ricordo ai Caduti di ogni tempo, tra cui il Sottotenente Filippo Merlino, che in pace e in guerra hanno segnato il cammino bicentenario dell’Arma, offrendo la più alta testimonianza di fedeltà al giuramento prestato.

Il generale Castello ha evidenziato- la perfetta sintonia con l’Autorità Giudiziaria ed in particolare con i Capi degli Uffici inquirenti di Potenza, Lagonegro e Matera, sempre pronti ad affrontare, con la necessaria aderenza e tempestività, ogni problematica.

Proprio la vicinanza alle comunità, attraverso le Stazioni Carabinieri, capillarmente presenti sul territorio, costituisce la cifra distintiva del servizio dell’Arma. E in Basilicata questa straordinaria aderenza al territorio è espressa dalle 104 Stazioni Carabinieri e dalle 57 Stazioni della specialità Forestale dell’Arma, che rappresentano, come testimoniato dai Sindaci qui presenti, sicuro riferimento per la collettività, a tutela della libertà e dell’ordinata convivenza civile.

In tale contesto -ha detto- ritengo essenziale il ruolo della Stazione Carabinieri quale imprescindibile presidio di legalità e di prossimità verso i cittadini, nelle grandi come nelle piccole realtà territoriali, ricordando che l’Italia è un Paese di borghi e contrade. Al riguardo la Stazione Carabinieri esplica la sua preziosa funzione non solo sul piano della prevenzione e contrasto dei reati ma anche su quello, non meno importante, della rassicurazione sociale, dell’accoglienza, dell’ascolto e di partecipazione attiva alla vita della comunità.

Sarebbe riduttivo ingabbiare in aride cifre il lavoro e il sacrificio dei carabinieri delle Stazioni e dei loro comandanti, qui orgogliosamente schierati, che ringrazio di cuore, perché non è possibile tradurre in statistiche una notte passata a rintracciare una persona scomparsa o smarritasi nei boschi o a soccorrere le persone rimaste isolate nella neve, bisognose di medicinali e viveri, o a comporre un dissidio familiare o una lite condominiale.

E questo lo sanno bene i sindaci qui presenti che sono i nostri primi interlocutori nelle realtà comunali e con cui collaboriamo in stretta intesa e autentica partecipazione per la risoluzione dei problemi dei cittadini.

E all’attività delle Stazioni Carabinieri presenti in questa regione, presidio, come detto, di professionale e rassicurante prossimità, si affianca in completa sinergia quella delle Compagnie con i propri assetti operativi e quella dei reparti a vocazione specialistica dell’Arma, che operano nella tutela della salute, del lavoro, del patrimonio culturale, delle risorse forestali, ambientali e agro alimentari.

Ringrazio per questo i comandanti dei Reparti Speciali, qui presenti e in particolare il Comandante della Regione Carabinieri Forestale. Grazie all’apporto dei carabinieri forestali, significativa è stata l’attività di protezione ambientale e forestale di un territorio la cui vocazione agricola e turistica sta trovando continue e sempre maggiori affermazioni.

Volendo brevemente tratteggiare l’attività operativa-ha aggiunto il generale Castello- i dodici mesi trascorsi hanno visto i reparti dell’Arma in Basilicata impegnati, in armonica sinergia con le altre Forze di Polizia, nel contrasto alle varie forme di criminalità, spesso di tipo strutturato e di matrice mafiosa, come accertato negli ultimi mesi, d’intesa con la DDA di Potenza, nel territorio della fascia ionica metapontina, ove sono stati arrestati, in esecuzione di provvedimenti restrittivi, ben 46 indagati per mafia ed estorsione ai danni di laboriosi imprenditori edili ed agricoli.

Ed ancora, gli arresti per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, anche di matrice nigeriana come verificato a Potenza, le misure cautelari in carcere per caporalato e sfruttamento dei lavoratori nei campi agricoli dell’area di Policoro, le denunce, oltre 500, per le truffe all’Inps con i falsi braccianti agricoli, non esauriscono il panorama delle sfide affrontate quest’anno.