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Matera smart city, Geologi Basilicata: “Non solo slogan” foto

"Far si che diventi un contenitore di obiettivi, direttive, normative regionali innovative che creano i presupposti per segnare un passo tangibile in avanti"

Si è tenuta a Matera la presentazione dei risultati del Progetto Clara “CLoud plAtform and smart underground imaging for natural Risk Assessment”, progetto finanziato dal MIUR che vede tra i principali soggetti promotori il CNR-IMAA di Tito e la partecipazione di numerose imprese lucane, la società e-Geos e di numerose PMI del distretto tecnologico TeRN.

Il progetto individua tre casi di studio su cui sperimentare l’utilizzo della tomografia 3D e 4D integrata del sottosuolo: uno nella Città di Ferrara, interessata a redigere un adeguato piano pel prevenzione del rischio sismico e di salvaguardia di beni architettonici e monumentali, uno nella Città di Matera, interessata allo studio del sottosuolo urbano nel centro storico dei Sassi ed il terzo nell’area del Comune di Enna per la mitigazione del rischio idrogeologico. Inoltre – afferma Vincenzo Lapenna, Direttore dell’IMAA-CNR. CLARA affronta il problema del coinvolgimento attivo e partecipativo delle popolazioni colpite da un evento naturale estremo e dei meccanismi socio-cognitivi alla base dell’interazione tra uomo e ambiente e come l’informazione possa indurre comportamenti reattivi corretti.

Grazie all’invito del Direttore dell’IMAA-CNR Vincenzo Lapenna abbiamo partecipato – afferma Gerardo Colangelo, Presidente dell’Ordine dei Geologi di Basilicata, come rete delle professioni tecniche insieme al Presidente Giuseppe Sicolo dell’Ordine degli Ingegneri di Matera e al Presidente Carmine Cocca dell’Ordine degli Agronomi e Forestali della Provincia di Matera a questo convegno qui a Matera su una tematica di grande attualità che da diverso tempo ha acceso un dibattito sempre più ampio, enfatizzando il ruolo importante e imprescindibile che deve avere la conoscenza geologica del sottosuolo nel suo complesso nel rendere le città più smart e resilienti.

Su questi presupposti, quale città se non Matera, in un momento importante come questo che sta vivendo e per la peculiarità geologica su cui è fondata, la location di riferimento per l’utilizzo intelligente del patrimonio geologico, inteso nel senso più ampio del termine compresa la gestione delle criticità e dei rischi. E’ sotto gli occhi di tutti quello che è successo qualche giorno fa in occasione di un evento meteorico estremo che ha messo in ginocchio l’intera città. Conoscere e monitorare ciò che accade sotto i nostri piedi è la conditio sine qua non per la sicurezza dei cittadini e del territorio in generale – continua Colangelo.

I risultati del Progetto Clara hanno permesso di approfondire ed accorciare le distanze tra il mondo della professione e quello della ricerca ponendo al centro della discussione tecniche e metodologie innovative per lo studio del sottosuolo urbano finalizzato alla mitigazione del rischio sismico ed idrogeologico e la messa in sicurezza della città con particolare riferimento agli aspetti legati alle cavità.

Giuseppe Sicolo Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Matera ha focalizzato l’attenzione sulle caratteristiche urbane del centro storico di Matera e sull’interazione tra sottosuolo-strutture esistenti e dinamiche agenti sul sovra-suolo mentre Carmine Cocca, Presidente dell’Ordine degli Agronomi e Forestali di Matera ha fatto il punto sul grado di resilienza della città e sulla cultura del rischio. Si è discusso inoltre dello stato di attuazione del piano di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico in Basilicata, della necessità di riavviare il progetto CARG proprio sul Foglio Matera e sulla naturale predisposizione della Regione Basilicata e della Città di Matera come laboratorio tecnologico per osservazioni e monitoraggio innovativo da satellite a da terra anche attraverso tecniche, prospezioni e indagini invasive e non finalizzate alla conoscenza del sottosuolo.

La storia dei Sassi di Matera è anche una storia di crolli e sprofondamenti, questo convegno – afferma Filippo Cristallo, Consigliere materano dell’Ordine dei Geologi di Basilicata, segue una serie di eventi organizzati dall’Ordine dei Geologi nella città di Matera dove si è rimarcata più volte l’importanza che direttamente ed indirettamente le conoscenze geologiche del territorio hanno avuto nella nascita e sviluppo della città di Matera e come hanno condizionato la vivibilità, la socialità, la gestione degli spazi e dell’ambiente cittadino in generale.

Matera come una città smart, una città sicura, una città sostenibile, una città che riusa, ricicla, energeticamente efficiente una città che fa propri gli aspetti del vivere sostenibile. Una città dai forti contenuti tecnologici, con l’obiettivo di acquisire una maggiore conoscenza del territorio sulle problematiche, ad esempio, del dissesto che interessa i centri abitati, della conservazione e messa in sicurezza del patrimonio storico-culturale ovvero dei centri storici, mediante lo sviluppo di smart technology diffuse che consentano la gestione e la condivisione di informazioni complesse, quali le basi di dati relative alla reale esistenza e consistenza dei livelli di pericolosità idrogeologica e sismica e di vulnerabilità delle risorse esposte nell’area urbana.

Matera Smart City – conclude Colangelo, non deve restare uno slogan o una parola moderna e accattivante ma dobbiamo far si che diventi un contenitore di obiettivi, direttive, normative regionali innovative che creano i presupposti per segnare un passo tangibile in avanti in termini di gestione, programmazione e pianificazione del territorio inclusa la sicurezza con particolare riguardo ai centri storici.