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John Giorno si è spento, ma la sua poesia splenderà per sempre 

Il ricordo del poeta statunitense, originario di Aliano

Il messaggio è arrivato stamane sul cellulare. John Giorno è morto. Un pezzo della Basilicata è morto con lui. Ho incontrato John Giorno a NapoliAliano e New York; ogni volta per fotografarlo. Nel lontano 2000, con Graziella Salvatore lavoravo sul nostro libro “La ruota, la croce e la penna”, un’indagine fotografica sul “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi. Cercavamo i discendenti dei personaggi del “Cristo”. Il libro di Levi non era finzione, bensì un documentario, uno specchio della Basilicata. Ricomporre il paesaggio umano del libro, settanta anni dopo il confine di Levi era un modo di ricomporre più generazioni di Lucani e dare un volto recente alla regione. Molti di loro erano persone umili, ma tra i discendenti, si celava un noto poeta.

John Giorno e Graziella Salvatore

A pagina 44 del “Cristo” Levi descrive il palazzo di famiglia dove viveva Don Nicola Maria Panevino. La sua famiglia si era trasferita nel Nuovo Mondo, in America. John Giorno viveva a New York. Era un mito della Beat Generation. Da attore aveva girato con Andy Warhol e la sua poesia era composta di parole vive, luminose.

Nel 2000 visito la sua casa nella down town di New York, vicina al quartiere Bowery, tra i primi insediamenti di migranti e marinai della nascente New York, proprio di fianco al Greenwich village, epicentro della contro-cultura degli anni 60. Un posto scintillante. Tutte le nuove tendenze del mondo nascevano in questo quartiere abitato da artisti internazionali.

Su una parete del suo appartamento era affisso un dipinto ad olio del suo antenato, il governatore Panevino. Il ritratto era la prova di una somiglianza perfetta, sembrava un falso d’autore. La genetica si era trasmessa intatta, tanto che John Giorno aveva conservato la sua maestosa eleganza.

John Giorno con il ritratto del suo antenato

Cos’altro della Basilicata abitava ancora in lui? La sua semplicità nel vestire, e del parlare. Vestito di nero, si esprimeva con parole chiare senza ostentazione. Emanava forza, talento, intelligenza e umiltà. John Giorno aveva conservato il meglio della sua terra d’origine.

Seduto sulla poltrona, posava con dignità e pazienza. Con lui, quando ancora si fotografa su pellicola, tutti gli scatti erano buoni.

John Giorno nel suo studio

Attore, poeta, John aveva la padronanza dell’obiettivo. Sapeva affascinare l’occhio, sfidava l’immagine. Era stato scelto da Andy Warhol per il suo film: Sleep. Per l’occhio di un fotografo, quest’uomo era una gigante. Gli chiesi di scrivere un saggio per il nostro libro. Accettò e scelse un titolo che riassume tutta la sua vita, e la speranza per la Basilicata : “Cristo si è fermato a Eboli, ma Budda è venuto a Aliano”.

Una sera, durante il mio soggiorno ad Aliano, cenavamo nell’unico ristorante del posto: agnello con patate, sorseggiando dell’Aglianico, gli mostrai il menabò del libro con la sua foto e quella dell’artista Ugo Rondinone, il suo compagno di vita.

Ugo Rondinone

Gli chiesi un parere. Avevo fatto la scelta di impaginare le foto senza didascalie per lasciare tutto lo spazio alla loro forza visuale. John Giorno sfogliò con attenzione le 400 pagine e mi disse senza giri di parole: “Se avessi saputo della scelta di mostrare le fotografie senza didascalie, non avrei mai accettato di posare, nè di scrivere un testo per questo progetto”. Rimasi sotto shock. Nei giorni successi, cambiai l’intera impaginazione del libro. “La ruota, la croce e la penna” non era solo uno specchio di belle fotografie, era l’anello mancante tra più generazioni di Lucani. Come lo erano la saggezza delle parole di Levi, corredata alle fotografie.

“I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine” scriveva Umberto Eco.

Mesi dopo quella serata ad Aliano, gli inviai una copia del libro stampato. Non lo guardò immediatamente, lo mise da parte. L’anno successivo, mi disse: “You did a great book”, avete fatto un ottimo libro. Io e Graziella Salvatore, avevamo lavorato sul “Cristo si è fermato a Eboli. Ma, ad Aliano, avevamo incontrato il Budda Lucano.

*Giornalista e fotoreporter