Quantcast

Fal, Usb: Non sprechiamo l’occasione del recovery fund per una ferrovia senza capo né coda

Con 31,98 miliardi di euro dedicati alle infrastrutture per la mobilità sostenibile si può cambiare passo

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dell’Usb Basilicata sulle Ferrovie Appulo Lucane (Fal) inviata ai vertici dei Trasporti nazionali e regionali.

“A fine anno è stata riaperta al traffico la tratta Genzano – San Nicola della Linea Altamura – Avigliano Lucania. Oggi siamo parzialmente soddisfatti in quanto è un evento importante l’apertura di una ferrovia, è anche una luce di speranza in questi tempi cupi della pandemia. Nel corso di questi anni il Sindacato Usb ha mosso severe critiche alle Fal: non sull’opera in se stessa, difatti la valenza della ferrovia che collega Bari a Potenza di Fal è un fatto incontestabile, ma sui criteri di conduzione, di esecuzione e sui tempi dei lavori: otto anni e mezzo per 28 Km (nemmeno completati) sono moltissimi!

I responsabili di progetto hanno affermato che gli ultimi due anni si siano persi per colpa della frana del 07/02/2019 al Km 66,600 Km circa, ma per noi è una scusante inaccettabile. Fortunatamente in seguito alla frana e al mancato incidente non accadde nulla di grave, ma le cose sarebbero potute andare diversamente per i lavoratori coinvolti. Intanto nessuno ne ha indagato le cause perché la tratta non era in esercizio ma invitiamo i responsabili di progetto interni ed esterni a prestare molta più attenzione viste le cospicue voci di spesa che occupano nel bilancio Fal degli ultimi anni! Allo stato attuale è evidente che la Tratta Genzano – S. Nicola “non ha né capo, né coda” perché è isolata nelle due direttrici Altamura – Bari e Potenza e, come era prevedibile, sta avendo uno o due viaggiatori al giorno. Un Fal-limento a fronte delle ingenti spese per attrezzare temporaneamente e curare la logistica della tratta (officina, deposito, rifornitore, trasferimento dei rotabili e delle risorse umane).

Inoltre gli orari di spostamento e i cambi per andare dal Capoluogo Lucano a quello Pugliese 30 anni fa erano inferiori rispetto ad oggi. Indecoroso e inaccettabile! Ma ora occorre guardare al futuro con spirito positivo: chiediamo alle Fal, alla Regione e al Mit che si prosegua rapidamente nei finanziamenti per completare il rinnovo e la velocizzazione dell’intera Linea Altamura – Avigliano Lucania, altrimenti non avrebbero senso gli investimenti fatti fino ad ora. Riteniamo che la stessa tratta Genzano – Avigliano Lucania non avrà alcun futuro se resterà isolata sul versante Altamura – Bari – Matera. Per noi è doveroso rappresentare le istanze di lavoratori, territori e cittadini su temi che hanno fondamentale rilevanza sul piano sociale. Ci auguriamo che Presidente, Cda e Management dell’azienda stiano predisponendo un più efficace progetto per le tratte lucane e stiano dibattendo con i Decisori Pubblici sulla questione Recovery Fund/interventi straordinari per il Mezzogiorno, i quali dovrebbero indirizzarsi verso questa importante arteria ferroviaria Bari – Potenza.

In passato le nostre critiche si sono rivolte sia contro le politiche isolazioniste e conservatrici dei vertici di Fal che contro gli indirizzi della politica nazionale e regionale nel settore trasporti e infrastrutture. Dobbiamo purtroppo rilevare che quelle critiche erano giuste. Ne è prova il pessimo stato in cui versa Fal e lʼintero Comparto dei Trasporti in Basilicata, nonostante le ingenti risorse impegnate da Stato e Regione.

Essendo ormai necessario e ineludibile un cambio di passo per le Fal chiediamo opere che non sono scritte nel libro dei sogni, ma sono sostanziali e realizzabili che connettano la Basilicata all’Italia: 1) Per le tratte Bari – Altamura – Matera e Altamura – Genzano adozione dello scartamento ordinario; 2) Per la tratta Gravina – Genzano sostanziali varianti di tracciato per un’effettiva velocizzazione e riduzione degli attuali interminabili tempi di percorrenza; 3) Transizione dal diesel all’elettrico, o all’idrogeno.

La trazione all’Idrogeno non è fantasia, al contrario Francia, Olanda e Svizzera la stanno già adottando come anche Fs, Snam e Alstom. Eʼ noto che l’Idrogeno rappresenterà, nel giro di pochi anni, la soluzione più idonea per la riconversione ambientale delle linee ferroviarie “minori”, grazie all’impatto nullo e per i minori costi dell’infrastruttura in confronto all’elettrico.

Con 31,98 miliardi di Euro del Ricovery dedicati alle infrastrutture per la mobilità sostenibile tutto questo si può fare! A chi obietterà con un sorriso di sufficienza, definendo tali proposte visionarie o irrealizzabili rispondiamo che le nuove tecnologie comunque andranno avanti velocemente e che i più accaniti conservatori sono spesso annidati tra le “Caste” e le “Cupole” garantite e grasse negli Enti o nelle Burocrazie pubbliche. Ma oggi non è il passato! Nel caso specifico delle Fal se si continuerà ad investire sullo scartamento ridotto, su improbabili “raddoppi selettivi” di qualche tratta e sul diesel, sarà la consueta politica di retroguardia, localistica e isolazionista che tanto ha nuociuto a lavoratori e cittadini lucani. E tanti, molti, altri soldi sprecati.

Nella foto, il treno più che 30ennale impiegato sulla nuova tratta. (I nuovi non possono circolarvi)

fal

Rosalba Guglielmi Coordinatrice regionale Usb Basilicata
Francesco Laurenzana Gabriele Di Stasio Coordinamento regionale Trasporti Usb