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Profughi afghani, “si predispongano progetti e proposte di accoglienza e integrazione”

L'appello di Avvocati per i Diritti Umani, Libera Basilicata e Vulture-Alto Bradano, Associazione Migranti Basilicata e  Solidarietà Italia

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Avvocati per i Diritti Umani, Libera Basilicata e Libera Presidio Vulture-Alto Bradano, Associazione Migranti Basilicata e  Solidarietà Italia sull’accoglienza dei profughi afghani in Basilicata. 

I fenomeni migratori obbediscono principalmente a cause economiche e non possono essere contrastati o repressi né alla partenza né all’arrivo. Nessuno emigra se non a causa di necessità immediate o permanenti, o del desiderio di migliorare la propria situazione. Negli ultimi anni ai problemi già noti riferiti allo scappare dai teatri di guerra si sono aggiunti i cambiamenti climatici e in queste ore si é aggiunto il dramma dell’Afghanistan. Come si é appreso il potere é stato preso dai talebani. Da quel Paese sono in fuga migliaia di profughi per sfuggire ai metodi di governo improntati a fattori religiosi. Pare che l’Italia accoglierà 5 mila profughi, ma é già scontro in Europa. Come ci ricorda Dono Luigi Ciotti (Presidente di Libera) che già 20 anni fa molte associazioni e forze politiche dissero no alla guerra in riferimento alla crisi in Afghanistan caricando di grandi responsabilità tutto l’occidente: ora tutto torna. È da condividere l’idea del Sindaco Nardella che parla di accoglienza e integrazione. Due aspetti che fanno acqua nella nostra regione. Rispetto al tema dell’immigrazione é importante e fondamentale il ruolo dei sindaci.

Ci vogliamo augurare che questa tragedia dell’Afghanistan sia l’inizio di una nuova era e che davvero si operi per il raggiungimento dell’ accoglienza dignitosa e della relativa integrazione non isolando gli immigrati. Che ci sia la possibilità di insegnare soprattutto la lingua a chi arriva perché tutti possano comprendere gli usi e i costumi della nazione in cui arrivano. Sarebbe pertanto opportuno che i sindaci della Basilicata si facciano avanti e mettano a disposizione locali e strutture per accogliere i profughi e gli immigrati. Basta con l’assistenzialismo e la atavica emergenza. Come già accade con gli immigrati, arrivano ora profughi con titoli di studio e formazione. Nessuno deve essere lasciato solo e pertanto da subito i sindaci devono prodigarsi per predisporre progetti e proposte di accoglienza ed integrazione. È questa l’opportunità di dare finalmente la risposta adeguata ad un problema che da sempre viene affrontato con superficialità e pressappochismo. Nel caso di questi profughi c’è poi il problema della salvaguardia in particolare delle donne e dei bambini, a cui garantire una adeguata scolarizzazione.

Ci associamo alla nota degli Avvocati dei Diritti Umani che hanno stigmatizzato il comportamento della Corte Europea dei diritti fondamentali dell’uomo. Si riporta il documento degli Avvocati Angela Bitonti del foro di Matera e Sonia Sommacal del foro di Belluno:

La Corte Europea dei diritti fondamentali dell’uomo rigetta la richiesta di ingresso immediato a cittadini afghani in grave pericolo di vita.

In data 20 agosto 2021 le avvocate Angela Maria Bitonti del foro di Matera e Sonia Sommacal del foro di Belluno, con il supporto della Associazione Adu (Associazione per la tutela e la promozione dei diritti fondamentali dell’uomo) hanno promosso un ricorso di urgenza dinanzi alla Cedu ai sensi dell’art.39 del Regolamento della Corte.

Il ricorso richiedeva di consentire l’ingresso immediato nel territorio italiano ai familiari della ricorrente sig.ra T (cittadina afghana residente in Italia), di cui 5 donne, alcune minorenni ed un uomo malato che attualmente vivono in Afghanistan. La sig.ra T lamentava la violazione dell’art.8 CEDU da cui scaturirebbe l’obbligo positivo per lo Stato Italiano di tutelare la sua vita privata e familiare , che include l’obbligo di proteggere le relazioni familiari e affettive più strette, in maniera efficace non esponendole a rischio che siano recise a causa delle violenze o peggio ancora della morte.

In passato, la sig.ra T insieme alle quattro sorelle (di cui tre minori e una appena maggiorenne), il fratello e i genitori era stata costretta a lasciare l’Afghanistan, in quanto facenti parte della popolazione musulmana sciita degli HAZARA, da anni vittime di attacchi e soprusi da parte dei talebani e dell’Isis, trovando rifugio in Pakistan.

La sig.ra T ha fondato timore di ritenere che la vita della madre e delle sorelle sia in imminente pericolo. Attualmente le stesse vivono segregate in casa, in quanto i talebani rapiscono le giovani donne senza marito e senza fidanzato considerandole bottino di guerra. Il padre, anche se gravemente ammalato, è costretto a sorvegliare costantemente l’abitazione per dare l’allarme nell’eventualità qualcuno tenti di introdursi al suo interno. La famiglia sta vivendo giorni di terrore e di angoscia ed un futuro per loro non appare possibile in Afghanistan. Essendo stati già profughe in Pakistan temono possano essere prestissimo vittime di abusi, soprusi e violenze di ogni genere fino alla morte da parte dei talebani.

Lo sterminio degli Hazara, a cui la famiglia della sig.ra T appartiene, è stato riconosciuto da molti organi di controllo, come lo Human Rights Watch e Amnesty International, come un vero e proprio genocidio. Anche negli ultimi anni, nonostante la presenza dei contingenti delle Forze Armate occidentali e Statunitensi, gli attacchi dei talebani alle popolazioni sciite, in particolare in zone frequentate da Hazara, non si sono mai placate, soprattutto a Kabul dove ci sono stati nell’ultimo decennio decine di attacchi contro questa popolazione.

La Corte Europea dei diritti fondamentali dell’ uomo decide in data 24.08.2021 di “non indicare al Governo dell’Italia la misura provvisoria da applicare . Quindi , la Corte non applica la misura d’urgenza richiesta” ( The Court decided not indicate to the Governement of Italy, underRule 39 of the Rules of Court, the interim measure you are seeking. Therefore, the Court will not apply the requested measure).

Alcuna motivazione viene addotta a sostegno di tale decisione non consentendo alla ricorrente di comprendere le ragioni della mancata tutela dei suoi diritti fondamentali.

Un provvedimento che getta nello sconforto e nella disperazione la sig.ra T togliendole ogni speranza di rivedere i suoi cari anche alla luce della crescente violenza dei talebani e del clima di terrore in atto. Un provvedimento che determina il passaggio della tutela dei diritti fondamentali dell’uomo dalla Corte EDU allo Stato Italiano il quale dovrà decidere quali misure, eventualmente, si debbano prendere per tutelare le persone in pericolo in Afghanistan. Intanto in Afghanistan si continua a soffrire e a morire.

Angela Bitonti, Avvocati per i Diritti Umani -Donatina Allamprese Libera Regione Basilicata e Libera Presidio Vulture-Alto Bradano- Francesco Castelgrande Associazione Migranti Basilicata-Rossella Vicino, Solidarietà Italia.