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Autismo, Giuliano: “Facciamo partire la legge regionale”

Il Garante lucano per l'Infanzia e l'Adolescenza: "Attivarsi affinché gli impegni divengano realtà"

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Di seguito la nota del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Basilicata che chiede di attivare la legge regionale sull’autismo.

“E’ da qualche mese che la Regione Basilicata si è dotata della legge regionale 40/2021, “Norme in materia di tutela delle persone con disturbi dello spettro autistico”. Una legge che ha visto il coinvolgimento del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza di Basilicata con il suo tavolo tecnico e con il comitato consultivo composto da associazioni di genitori lucani. Ciò è stato possibile grazie alla disponibilità del consigliere Coviello, primo firmatario, e dell’intero Consiglio.

Adesso è necessario attivarsi affinché gli impegni contenuti all’interno della legge stessa divengano realtà. A partire dal reperimento delle risorse finanziarie adeguate al bisogno stimato.

Gli interventi non più procrastinabili sono: Terapia ABA al posto di logopedia e psicomotricità, per tutti i bambini con diagnosi di autismo e disturbi del comportamento, erogato in forma diretta dai centri di riabilitazione presenti in regione, ma sotto stretta supervisione di Analisti del Comportamento BCBA e Assistenti Analisti del Comportamento BCaBA. I terapisti devono essere non per forza professionisti della riabilitazione con corso RBT, ma anche e soprattutto personale professionale psicoeducativo formato ABA ed assunto ad hoc per questo scopo. Si consiglia di finanziare indirettamente anche i liberi professionisti che erogano ABA e le cooperative ABA, in quanto questi potrebbero essere già stati scelti da vecchia data dalle famiglie. Non è opportuno privare un paziente della sua continuità terapeutica, e bisogna sostenerla quindi economicamente. Tutti i professionisti scelti per erogare trattamento ABA privatamente o nei centri devono essere iscritti alle liste professionali del Board international, il BACB, oppure alle liste dell’ordinamento italiano, SIACSA5 e ABAIT6 entrambi Istituzioni garanti di formazione adeguata e rispetto delle regole e dell’etica professionale. L’intervento ABA, per essere di qualità, dev’essere portato avanti non solo al centro, ma in tutti gli ambienti di vita del bambino/ragazzo, anche e soprattutto a scuola; deve prevedere un cospicuo monte ore settimanale di terapia (tra le 15 e le 25 ore), una intervisione settimanale o quindicinale dall’Assistente Analista del Comportamento e una supervisione mensile o bimestrale dall’Analista del Comportamento. Un intervento precoce ed efficace migliora decisamente la qualità di vita del soggetto e della famiglia, previene l’isolamento sociale e riduce l’indice di internalizzazione del soggetto in istituti in età adulta. Anche se tutto l’impianto ABA può sembrare complicato ed oneroso, è però l’investimento più raccomandato da fare, per migliorare in un solo colpo sia gli aspetti personali che gli aspetti familiari, scolastici, sociali e lavorativi. Ricordiamo che gli interventi cognitivo comportamentali (ABA) sono tra i più raccomandati dalle Linee guida LG217.

Stilare Progetti di vita già alla diagnosi e quindi in età evolutiva. Per i Progetti di vita over 18, attualmente attivati, far assumere dalle cooperative del personale formato e altamente specializzato (attualmente si assumono operatori non specializzati, e l’intervento non risulta perciò efficace e di qualità. Non bisogna puntare solo al sollievo della famiglia, dunque, ma anche allo sviluppo e all’educazione permanente della persona con disabilità, anche in età adulta).

 Sviluppare e finanziare progetti per l’inserimento lavorativo, necessari a dare motivazione e dignità agli adulti con disabilità fisica e/o cognitiva.  Finanziare ed incentivare i progetti di co-housing per la vita adulta indipendente; la qualità di vita è strettamente legata alla possibilità di essere indipendenti. Creare centri per il Dopo di noi e per il training del Durante noi; a tal proposito sarebbe opportuno riprendere in considerazione la PdL per il Dopo di noi rielaborata dal Garante dell’infanzia e dell’adolescenza unitamente a tutte le associazioni interessate: anche questa è una legge di civiltà di cui una Regione come la nostra non dovrebbe assolutamente esserne priva”.

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