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Basilicata. I dirigenti regionali nominati dal centro sinistra sono migliori di quelli nominati dal centro destra?

Una tiratina d’orecchie al segretario regionale della Cgil e buona fortuna al nuovo leader del Pd lucano

Il segretario regionale della Cgil oggi dichiara, a proposito di una nota sulla presunta revoca del presidente della Film Commission, che “la dirigenza amministrativa lucana negli anni è stata tra le più efficienti del sud e ha contributo a far della Basilicata la regione che meglio delle altre ha saputo utilizzare le risorse dei fondi comunitari.” E aggiunge: “Basta con le ingerenze politiche sulla gestione amministrativa della Regione e degli enti sub regionali.”

La domanda è: ma quei dirigenti così bravi a spendere (spendere su comando politico) le risorse europee, sono stati per caso scelti sulla base di durissimi esami finalizzati a verificare il quoziente di genialità? L’esperienza e i fatti ci dicono il contrario, molti di loro sono targati politicamente, da sempre. Non mancano, per fortuna, le persone competenti e libere dai condizionamenti dei politici ma, lo sappiamo, sono ed erano poche.

In altre circostanze, da diversi anni, il segretario spara a zero sulle condizioni socio-economiche della Basilicata, se la prende con l’inadeguatezza della programmazione regionale, con le scelte sbagliate sull’impiego delle risorse, eccetera eccetera. Siamo d’accordo. Però, abbiamo un’altra domanda: Si tratta di responsabilità politiche che nulla hanno a che vedere con la incontestabile bravura dei dirigenti nominati dalla stessa politica responsabile?

“Ci si fermi, si mettano al centro gli interessi generali – scrive Summa – e si metta fine a questa lunga stagione di occupazione dei ruoli dirigenziali con figure mediocri che hanno dalla loro parte solo il merito dell’appartenenza politica”.

Siamo d’accordo. Soprattutto con la “lunga stagione”. Tuttavia, Summa sembra che con “lunga stagione” voglia riferirsi a questi 36 mesi di governo Bardi. Errore. La lunga stagione dura da decenni.

Se il sindacato entra a gamba tesa nella difesa di alcuni dirigenti regionali, con argomentazioni che appaiono molto di parte, non fa un buon servizio alla Basilicata. Se si vogliono criticare certe scelte della Giunta bisogna farlo con dati oggettivi: lasciare intendere che dirigenti nominati da certa sinistra e magari iscritti al sindacato siano migliori degli altri, è un falso storico.

Su questa falsa riga dobbiamo trattare la novità della settimana: il nuovo segretario regionale del Pd, Raffaele La Regina. Sul suo profilo fb oggi scrive: “Saremo partito di opposizione intelligente e di proposta condivisa. Saremo il partito che si aprirà alle parti sociali, alle associazioni, al terzo settore. Saremo il partito del lavoro, dell’ambiente, della legalità, della sanità di prossimità, dei diritti civili e sociali che si tengono per mano, dell’antifascismo. Saremo il partito che lotterà per garantire il diritto a restare in questa terra dalla desolante bellezza, con un sole così antico. Il partito della giustizia sociale e della lotta alle disuguaglianze.

Qui la domanda è: ma il partito di cui parla Raffaele non è quello già descritto dagli altri segretari che lo hanno preceduto? Non è lo stesso partito descritto da Enrico Letta e prima ancora da Zingaretti e da Renzi? Una descrizione poi tradita dai fatti, clamorosamente, soprattutto in Basilicata. E se “saremo” in futuro, in passato cos’era il Pd? Tuttavia, abbiamo fiducia nelle nuove generazioni che assumono responsabilità politiche, perciò siamo certi che questa volta il Pd in Basilicata assumerà davvero il profilo descritto dal nuovo segretario. Almeno lo speriamo. Perciò a La Regina, al momento, possiamo soltanto augurargli buona fortuna.