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Gestione rifiuti di Matera e sub-ambito 1, si sta preparando la dodicesima proroga?

Abiusi (Ambiente e Legalità): "Il servizio di igiene urbana è in proroga dal 2015"

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Altro che Capitale della Cultura, se c’è un titolo che spetta di diritto a Matera, poichè tristemente conquistato sul campo, è quello di capitale delle proroghe. Sulla gestione di rifiuti siamo all’undicesima e non è detto che sia l’ultima.

Il servizio di igiene urbana è in proroga dal 2015, in favore della ditta emiliana: la Cns Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa. Sulla gestione dei rifiuti è pendente presso la Corte dei Conti di Basilicata una citazione a giudizio per danno erariale da 1 milione e 700 mila euro nei confronti di Salvatore Adduce, della giunta dell’epoca- 31/12/2013- del solito dirigente addetto all’ambiente e di altri. Attualmente a Matera per la gestione del servizio è in essere quel contratto di appalto con il Consorzio Nazionale Servizi “C.N.S.” di Bologna.

Il servizio iniziò nell’aprile del 2011, ma solo nel 2013- 31 dicembre- la Giunta in carica autorizzò la sottoscrizione del contratto per i tre anni previsti dal bando più un altro ancora. In questo modo si giunse alla scadenza contrattuale dell’aprile 2015. Proprio i termini contrattuali di quel bando, e le relative modifiche di costo apportate, sono stati attenzionati dalla Procura Regionale della Corte dei Conti. Sempre ad sprile, del 2015, il contratto viene prorogato fino al dicembre dello stesso anno in vista della approvazione dello schema di convenzione che si sarebbe concluso in tempi brevissimi e della fase progettuale del servizio gestione dei rifiuti da realizzarsi entro i successivi sei mesi. In prossimità della scadenza-dicembre 2015-, si ha la prima proroga. Ad oggi siamo all’undicesima: il termine ultimo, il condizionale è d’obbligo vista la cronistoria dell’appalto in questione, dovrebbe essere il 31 agosto prossimo.

La motivazione dell’ultima proroga era dovuta dal fatto che il Tar di Basilicata si sarebbe dovuto esprimere. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata lo ha fatto ed ha dichiarato inammissibili il Ricorso n. 193/2018, con la conseguente improcedibilità del ricorso incidentale proposto nell’ambito di tale giudizio, ed il Ricorso n. 210/2019. Una sentenza articolata nella discussione ma chiara nelle conclusioni. Il ricorso presentato da Gesenu s.p.a.(n.193/2018), terza classificata nella gara d’appalto che si è tenuta per la gestione del ciclo dei rifiuti nel comprensorio di Comuni “del Sub-Ambito 1/Area Metropolitana di Matera” e che comprende i comuni: Matera, Bernalda, Ferrandina, Irsina e Tricarico, è improcedibile.

Stessa conclusione ha sentenziato per il ricorso n.210/2019 presentato dal sig. Vincenzo Fiore nella qualità di socio della Tra.De.Co. S. r.l., società aggiudicataria della gara ma dichiarata fallita dal Tribunale di Bari con Sentenza n. 112 del 10.10.2018. La fase dei ricorsi si è chiusa il servizio si deve assegnare definitivamente alla C.N.S. , seconda classificata, e che già oggi svolge il servizio per la gestione dei rifiuti nella città di Matera con la consociata “Progetto Ambiente”. Le modalità di gestione sono, comunque, diverse.

I sindaci del Sub-Ambito 1/Area Metropolitana di Matera si dovranno riunire e decidere in tal senso. Il periodo delle ordinanze di proroga dovrebbe essere finito e dal 1° settembre 2019, data di scadenza della ultima ordinanza contingibile ed urgente di proroga- l’undicesima-, dovrebbe partire la raccolta differenziata secondo il capitolato approvato e che la società assegnataria del servizio dovrà sottoscrivere.

La sentenza è stata pubblicata il 15 luglio scorso e a distanza di quasi 10 giorni la conferenza dei sindaci del sub-ambito 1 per ratificare il contratto non è stata ancora convocata; eppure si disse il 3 giugno 2019 scorso, data di convocazione dell’ultima conferenza dei sindaci, che il giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sarebbe stata la prima data utile per la sottoscrizione del contratto. E’ tutto fermo si va alla ennesima proroga a danno delle tasche dei cittadini?

Pio Abiusi, Associazione Ambiente e Legalità

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