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Un cittadino vero è un pericolo per i politici falsi

Sta cambiando l’offerta elettorale. La mucca ormai è già bella sfinita

Ci sono partiti cosiddetti politici, che non esistono. Non hanno iscritti e militanti. Al massimo hanno simpatizzanti interessati, venuti su alla bisogna, come polli da mangime, per via di quel favore elargito da quel tizio che adesso è candidato in lista. Si simpatizza per la pratica di pensione. Per la visita medica gratis, per il passaporto ottenuto in tempi record. Si simpatizza per quella raccomandazione alla banca, per quella spintarella alla selezione, per quella presunta intercessione al concorso pubblico.

Tanti partiti e partitini sono la copertura di avventurieri aspiranti a un pezzo di zizza di mucca. Corsari pronti ad assaltare le ultime zavorre di ricchezza e di potere. Ominicchi e megalomani. Molti candidati alle elezioni regionali in questi giorni si vendono l’invendibile. Più bravi di Totò che voleva infilare il pacco all’americano convinto di comprare la Fontana di Trevi. I curriculum degli aspiranti a un lavoro circolano alla stessa velocità dei titoli azionari alla borsa di Londra. “Vedo io, faccio io, posso occuparmene, stai tranquillo”.

Tuttavia, sta cambiando l’offerta. La mucca ormai è già bella sfinita. Adesso non ti promettono un lavoro, ma la cassa integrazione o le 120 giornate. “Stai tranquillo non ti faremo licenziare”. Non ti promettono una casa, ma la possibilità di mantenere quella in affitto. “Stai tranquillo parlo io con il proprietario”. Non ti promettono più la terra, ma la possibilità di mantenerla. “Stai tranquillo, parlo io con la banca”. Non ti promettono più la sicurezza ma la protezione. “Stai tranquillo ci parlo io con quelli”. Non ti promettono la libertà ma le camere di video sorveglianza e 10 carabinieri di rinforzo. Non più l’uguaglianza delle opportunità ma il grembiulino uguale per tutti i bambini. Non più un ambiente pulito ma l’oro nero. Ti promettono il medioevo sui diritti sociali e delle donne.

E c’è anche chi promette quello che per trent’anni non ha mantenuto. Lo fa nei comizi dove molta gente va a timbrare il cartellino di presenza.

Capita di peggio. Gente che per decenni ha sventrato il territorio, mangiandosi le budella con la voracità di un cannibale, è ancora sui palchi a raccontare cazzate. Ma capita anche di peggio. Sotto quei palchi c’è gente che respira i rutti di quegli insaziabili di finta destra e di finta sinistra. La strada non è cambiare i padroni, ma liberare le persone. Perché un cittadino vero, libero è sempre un pericolo per i politici falsi.