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Imprenditori scrivono a Bardi: “Le nostre vite e quelle dei nostri dipendenti sono condannate, ci aiuti”

Siamo le categorie che maggiormente hanno subito la più intensa compressione economica in questi mesi di chiusura totale, ossia ristoranti, bar, pasticcerie, pizzerie, parrucchieri, barbieri, palestre, piccoli artigiani, ambulanti e artisti

Di seguito l’appello disperato dei piccoli e medi imprenditori potentini al presidente della Regione Vito Bardi.

“Egregio Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, gli scriventi, in proprio e quali rappresentanti dei rispettivi esercizi commerciali e loro dipendenti, con la presente intendono manifestare l’assoluta necessità di misure urgenti per il rilancio economico delle proprie attività.

Siamo le categorie che maggiormente hanno subito la più intensa compressione economica in questi mesi di chiusura totale, ossia ristoranti, bar, pasticcerie, pizzerie, parrucchieri, barbieri, palestre, piccoli artigiani, ambulanti e artisti.

Siamo piccoli e medi commercianti, artigiani e professionisti che in questi anni hanno provato a trasformare le proprie passioni in attività economiche, con la speranza di ricavare quel minimo di indipendenza economica e raggiungere i propri obiettivi professionali e personali; obiettivi messi totalmente in discussione dalla gravissima situazione epidemica e della necessità, anche forte, di imporre tante restrizioni a tutela della salute.

Abbiamo cercato immediatamente di adeguare le nostre attività per evitare la diffusione del virus e, all’avvio della quarantena nazionale, abbiamo istantaneamente serrato le nostre attività accettando di buon grado ed in silenzio, la chiusura immediata per il bene e per la salute della collettività. Orgogliosamente asseriamo di aver rispettato, con grande senso civico e responsabilità, tutte le prescrizioni anche se limitative delle libertà individuali e professionali.

Già in precedenza nessuno di noi navigava nell’oro, lavoravamo con dignità ed onestà cercando di sopravvivere in un periodo già particolarmente travagliato sotto tutti i punti di vista, ma oggi l’attuale situazione, se ulteriormente prolungata, vedrà la maggior parte di noi non riuscire a riaprire mai più la propria attività.

Tutti ci siamo trovati a dover affrontare una situazione inaspettata, nuova e a tratti terrorizzante, ma quello che più ci ha stupito e, che profondamente ci ferisce, è osservare la classe politica frenata, limitata e completamente bloccata dalla paura che continua a non far assumere alcuna concreta decisione, ai danni di cittadini, imprese e quindi su tutti gli Italiani.

Non è più ammissibile che a pagare debbano essere sempre le piccole attività che dopo più di due mesi di inattività forzata rischiano un danno come imprese e relative famiglie che si ripercuote quindi su tutti i cittadini lucani.

Pensiamo che la più saggia decisione sarebbe stata, ed oggi più che mai è, quella di delegare Regioni e Sindaci dei Comuni affinché ognuno, in proprio, cerchi ed attui le migliori soluzioni per salvaguardare, oltre la salute collettiva, l’economia del proprio territorio.

Chiediamo, pertanto, l’aiuto della Regione Basilicata che, mai come oggi, risulta indispensabile e fondamentale per fornire concreti aiuti al nostro tessuto economico che si trova a subire, suo malgrado, una situazione di crisi non ulteriormente sostenibile.

All’uopo la presente con due richieste che uniscono le voci di preoccupazione e protesta di commercianti, artigiani e piccoli imprenditori nella speranza di ricevere da parte Sua un atto di coraggio, di fiducia nei confronti dei suoi cittadini e di profondo amore per il territorio che Lei rappresenta: Riapertura immediata delle attività ancora serrate dall’ultimo DPCM ipotesi perfettamente praticabile in riferimento alla al fatto che la nostra regione conta un numero di contagi bassi o quasi assenti. La riapertura immediata darebbe fiato alle nostre categorie ormai in ginocchio. Da parte nostra garantiremo, con responsabilità, l’adozione di tutte le cautele igienico – sanitarie atte ad evitare ulteriori contagi, siano esse prescritte da Decreti e Circolari ministeriali, oppure previste dalla Regione;

messa in campo di aiuti economici concreti, reali ed immediatamente fruibili destinati a tutte le categorie qui rappresentate colpite dall’epidemia, che prescindano dagli strumenti già adottati dal Governo e dai livelli di amministrazione locale. Chiediamo quindi la vostra attenzione a concentrarsi su obiettivi pratici, realizzabili e già certamente finanziabili (posto che, alcuni di noi, ad oggi, non hanno ricevuto nemmeno un euro).

Ci troviamo in grave difficoltà economica, impossibilitati ad effettuare qualsiasi pagamento nei confronti dei nostri fornitori, delle crescenti tasse, delle innumerevoli bollette, dei debiti contratti per avviare o gestire la nostra attività e, cosa ancor più grave, nell’enorme difficoltà di garantire l’occupazione e i redditi ai nostri dipendenti.

Non siamo più disposti a fare immensi sacrifici senza ricevere nulla in cambio, se non il timore, a volte troppo accentuato, per la pandemia globale che si somma all’ansia e al terrore di dover cessate definitivamente la propria attività.

Se l’economia è stata bloccata, come era giusto fare, oggi chiediamo la vostra collaborazione per ridarle vita con stanziamenti che favoriscano liquidità a fondo perduto ed a burocrazia zero, moratoria tributaria, blocco sfratti, contributi sui fitti dei locali, fondi di solidarietà, misuri urgenti per il turismo ed altre ipotesi di sostegno per tutti i cittadini lucani che la nostra categoria ha congetturato e che vorremmo sottoporre alla S.V., qualora vorrà colloquiare con una nostra delegazione.

Le inviamo questa disperata richiesta di aiuto consapevoli del fatto che la moria delle piccole attività, ovvero quelle che formano la base economica della Basilicata, non fa bene a nessuno … e, se oggi in Italia l’unica volontà sembra quella di parlare di numeri, La preghiamo di riportare nelle competenti sedi governative che, dietro quei numeri ci sono anche le vite di migliaia di persone.

Dopo le errate valutazioni fin qui fatte ai vari livelli Istituzionali, che in consuntivo risultano troppi, è ora di fare la scelta giusta per il popolo che Lei e la Sua Giunta rappresentate.

Si dimostri che il protagonismo non sempre vince sulla razionalità ed il buon senso affinchè ci venga restituita la nostra dignità.

Se non si agisce istantaneamente le nostre vite, nonché quelle delle nostre famiglie e dei nostri dipendenti, saranno condannate … Se non agite subito non ci troverete mai più…

Lettera al presidente Bardi