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Indotto Fca di Melfi, Fiom Cgil: periodi di saldi per i lavoratori, sconti su diritti e salario

Alla Lnm Service rinuncia ai diritti previsti dal contratto per pochi spiccioli

La Fiom Cgil Basilicata denuncia nuovamente le condizioni dei lavoratori della logistica dell’indotto Fca di Melfi mettendo i riflettori questa volta su un’altra azienda, la Lnm Service di Melfi che lavora in sub appalto nella Proma indotto Fca.

La direzione aziendale-spiega Giorgia Calamita della Fiom- con la complicità di una sigla sindacale, ha proposto ai lavoratori una transazione economica tramite conciliazione sindacale per sanare diritti contrattuali mai riconosciuti, in modo forfettario e a favore dell’azienda che risparmia notevolmente a scapito del salario dei lavoratori.

Si chiede ai lavoratori di rinunciare alla rivendicazione di una serie di diritti a loro spettanti, previsti dal contratto nazionale metalmeccanico, tutto ciò in cambio di un risarcimento monetario minimo. I lavoratori dovranno rinunciare all’erogazione del welfare contrattuale, al riconoscimento del livello previsto dal Ccnl (per altri 2 anni al secondo livello), alla maggiorazione del turno, al riconoscimento del perequativo, alla fruizione par anni precedenti e per anno corrente al risarcimento in welfare.

Ancora una volta assistiamo a un inaccettabile atteggiamento delle aziende che hanno l’appalto per la movimentazione dei componenti di Fca che, nella continua ricerca della riduzione dei costi del lavoro, chiedono ulteriori sacrifici ai lavoratori, mettendo a dura prova la loro condizione salariale e di lavoro, creando lavoratori di serie a e di serie b, sempre sotto ricatto, sempre più deboli e più precari.

La situazione è ancor più grave se si considera il fatto che, in una situazione di crisi dell’automotive, le aziende chiedono ai lavoratori di non usufruire dei permessi retribuiti e di garantire la presenza in fabbrica sostituendo i lavoratori che sono fermi in regime di cig. Questa in sostanza la situazione tra i lavoratori della Proma e della Lnm service.

La Fiom Cgil non ci sta a questa contrapposizione tra i lavoratori e non assisterà anche a Melfi alla guerra tra lavoratori che diventano sempre più poveri. Il sindacato invita pertanto tutti i lavoratori coinvolti a non firmare nulla e a rivolgersi ai delegati e alla segreteria Fiom Cgil per la garanzia e la tutela dei diritti uguali per tutti, con aperture di vere vertenze aziendali.

La Fiom -conclude Calamita- chiede il rispetto e l’applicazione delle norme contrattuali a tutte le aziende della componentistica e logistica dell’area industriale di Melfi. La crisi si supera con la centralità del lavoro, l’innovazione e la ricerca: il dumping contrattuale non crea occupazione. Invitiamo tutti i lavoratori a segnalare alla Fiom qualsiasi tipo di anomalia e atteggiamenti aziendali atti a violare i diritti contrattuali.