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Governo Draghi: la “parentopoli” del neo ministro alla Transizione ecologica

La prima moglie, la seconda e i congiunti della tata: travaso di fondi e assunzioni

La gestione del super dicastero avverrà con i metodi che avrebbe utilizzato Roberto Cingolani quando era direttore dell’Istituto Italiano di tecnologia (lIT)? Il ministro avrebbe il dovere di rispondere ai chiarimenti chiesti dal Fatto Quotidiano.

La prima moglie

È Laura Margottini, sul Fatto Quotidiano di oggi, 16 febbraio, a puntare la torcia sul neo ministro alla Transizione ecologica. Secondo la giornalista, Roberto Cingolani, nel 2006, quando era direttore dell’IIT trasferì 3,5 milioni di euro dell’Istituto al Laboratorio nazionale di nanotecnologie di Lecce diretto dalla moglie Rosaria Rinaldi (oggi ex moglie). “Quel travaso di fondi – scrive Margottini – è stato possibile grazie al doppio ruolo di Cingolani in quel momento: dal 2004 direttore IIT nominato da Giulio Tremonti e, fino al 2006, responsabile della fase di accorpamento dell’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm) dentro il Cnr su nomina dell’allora presidente Cnr Fabio Pistella.

Cingolani allora era al tempo stesso erogatore (in qualità di direttore dell’IIT) e beneficiario dei fondi, visto che risultava ancora responsabile dei laboratori Cnr-Infm, come quello diretto dalla moglie. La Rinaldi – scrive Margottini –  ottenne anche un contratto di collaborazione esterna di un anno con l’IIT.

La seconda moglie

Era stato Cingolani a fondare il Laboratorio nazionale di Nanotecnologie di Lecce nel 2001, quando ricopriva anche la carica di vicedirettore Infm. Nel 2004, Cingolani si sposta all’ IIT e la moglie Rinaldi diventa responsabile dello stesso laboratorio. Athanassia Athanassiou, la seconda moglie di Cingolani, fisica della materia, è tra i primi ricercatori ad essere assunta a tempo indeterminato all’IIT. Il Fatto ricostruisce la storia grazie a documenti pubblici del Cnr, soggetto alla legge sulla trasparenza.

Da gennaio 2006 a dicembre 2010, Athanassia Athanassiou, attuale moglie di Cingolani, è stata anche lei ricercatrice senior presso il Laboratorio di nanotecnologia di Lecce.

Da gennaio 2011 – scrive il Fatto – è diventata coordinatrice della Piattaforma materiali intelligenti nello stesso laboratorio, parte della rete IIT. Nel settembre 2012, si è trasferita all’IIT ed è stata tra i primi 5 ricercatori a ottenere un contratto a tempo indeterminato.

Il figlio e il marito della tata dei figli

Anche il figlio e il marito della tata dei figli di Cingolani, rispettivamente Paolo e Arcangelo Barbieri – si legge sul Fatto – sono stati assunti all’ IIT. Il primo in categoria protetta e il secondo come tecnico di laboratorio. Lo riporta Thomas Mackinson in un’intervista allo stesso Cingolani nel 2014 sul Fattoquotidiano.it. Non c’è nulla di opaco, aveva risposto il neo ministro, spiegando che al laboratorio di Lecce c’era un ragazzo che aveva potuto conoscere e apprezzare. Così decise di assumerlo all’IIT come tecnico della sicurezza. Fece un contratto anche al marito della baby sitter dei figli.

Cingolani non ha risposto alla richiesta di chiarimenti del Fatto Quotidiano.