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Il presidente del Consiglio regionale, Carmine Cicala, ci ha delusi anche questa volta

Un minuto di silenzio per Rossella Mastromartino

Sarebbe tra le prerogative e i doveri del presidente del Consiglio regionale, di sua iniziativa, invitare l’assemblea ad osservare un minuto di silenzio per esprimere vicinanza alle vittime di tragici eventi. È nella sensibilità del presidente ricordare, onorare, persone e fatti legati a vicende che lasciano il segno emotivo nell’opinione pubblica, nel bene e nel male. E invece oggi abbiamo assistito all’ennesima copertura dei “vuoti di memoria” di Carmine Cicala. È stato un consigliere di minoranza, Roberto Cifarelli, a proporre che l’assemblea osservasse un minuto di silenzio in ricordo di Rossella Mastromartino, l’operaia morta sabato scorso, investita da un bus su una strada dell’area industriale di Melfi, subito dopo aver concluso il turno di notte in fabbrica.

Una ferita che brucia nel giorno in cui è stata effettuata l’autopsia sul corpo della povera ragazza. Una vicenda che scuote ancora la sensibilità di tutti. Eppure, il presidente della massima assise di rappresentanza dei cittadini lucani, non avverte il dovere di esprimere egli stesso un gesto di cordoglio, di vicinanza, per la scomparsa della ragazza.

Già in altre occasioni Cicala ha dimenticato fatti e circostanze che avrebbero richiesto un gesto solenne da parte dell’assemblea che presiede. Non spetta a noi giudicare la sensibilità delle persone, tuttavia esistono dei modi e delle forme istituzionali di importanza simbolica che non vanno ignorate.

Certo, neanche mille minuti di silenzio potrebbero riportare in vita Rossella. Ma un gesto di cordoglio dell’intero consiglio regionale lancia un messaggio di attenzione della politica su una vicenda ancora da chiarire e che chiama in causa la gestione della sicurezza nei contesti di lavoro.

Bene ha fatto invece il presidente della Giunta, Vito Bardi, a prendere l’iniziativa che pone a carico della Regione i costi per il ripristino provvisorio dell’impianto di illuminazione nelle zone scoperte dell’area industriale di Melfi. Un po’ tardi forse. Ci auguriamo che non sia la solita pezza nel contesto di una provvisorietà che spesso da queste parti diventa definitiva.