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Lsu, “nella legge di stabilità mancano risorse per continuità dei progetti”

Cisl e la Cisl Fp raccolgono le sollecitazioni arrivate da alcuni sindaci lucani

La Cisl e la Cisl Fp raccolgono le sollecitazioni arrivate da alcuni sindaci della regione e lanciano l’allarme sulla mancanza di risorse per gli Lsu ancora attivi in Basilicata, circa 70 secondo il sindacato.

“La legge di stabilità da poco approvata dal Parlamento non prevede una posta finanziaria per il pagamento delle indennità per le attività svolte dagli Lsu ancora in essere”, spiegano il segretario generale della Cisl Vincenzo Cavallo e il segretario generale della Cisl Fp Giuseppe Bollettino, “questo significa che al momento per i lavoratori socialmente vengono di fatto privati della loro unica fonte di reddito, mentre i Comuni interessati vedono compromesse le attività di pubblica utilità che questi lavoratori svolgono in favore della comunità”. Cavallo e Bollettino lanciano un appello a tutti i parlamentari lucani, di ogni schieramento, “affinché si sentano investiti della responsabilità di proporre un emendamento nel prossimo decreto mille proroghe con la previsione di una posta finanziaria per la copertura delle indennità degli Lsu ancora attivi.

Auspichiamo inoltre che tutte le amministrazioni comunali proseguano il positivo percorso di stabilizzazione in modo da azzerare questa platea e ridurre gli spazi del lavoro precario nella nostra regione. È utile ricordare che nei Comuni lucani operano ancora circa 70 Lsu, mentre la gran parte della platea è stata stabilizzata nel corso degli anni. Dal 2008, infatti, ogni anno è disposto uno stanziamento di 50 milioni a carico del fondo sociale per l’occupazione e la formazione destinato ai Comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti per l’assunzione di Lsu con contratto di lavoro a tempo indeterminato”, concludono Cavallo e Bollettino.