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Tumori, al San Carlo di Potenza due nuovi radiofarmaci

Si rafforza il percorso diagnostico terapeutico assistenziale del paziente con carcinoma prostatico e neuroendocrino

“Nella struttura di Medicina nucleare dell’ospedale San Carlo di Potenza, diretta dal dottor Alessandro Fè, sono disponibili due nuovi radiofarmaci per effettuare la PET (Tomografia a emissione di positroni ndr), che si aggiungono a quelli già consolidati, ampliando l’offerta di prestazioni”. Lo annuncia il direttore generale dell’Aor San Carlo di Potenza Giuseppe Spera che, spiega “quanto si mette a disposizione potenzia anche il percorso diagnostico terapeutico assistenziale del paziente con carcinoma prostatico”. “Percorso che ha già ottenuto, nella primavera scorsa, la certificazione Uni En Iso 9001 da parte dell’ente internazionale Bureau Veritas.

“68Ga-Dotatoc e 68Ga-Psma 11, questi i nomi dei due radiofarmaci, classificati come galenici officinali -ha spiegato il dottor Fè- la cui preparazione necessita di professionalità specializzate, rappresentate, nel nostro caso, dalla dottoressa Luciana Pace, radiofarmacista, responsabile della preparazione del controllo di qualità e del rilascio del radiofarmaco, dal personale di supporto altrettanto qualificato rappresentato da tecnici sanitari di Medicina nucleare e da infermieri professionali che afferiscono alla struttura interaziendale complessa, da un laboratorio adeguato alle norme di buona preparazione dei radiofarmaci e, infine, da strumentazioni all’avanguardia.

Entrambi i radiofarmaci –ha precisato il responsabile della Medicina nucleare dell’Aor San Carlo di Potenza- utilizzano un meccanismo di accumulo di tipo recettoriale: il primo radiofarmaco, costituito dall’unione di un analogo della somatostatina unito ad un chelante ed il Gallio 68, nuclide che emette radiazioni rilevabili con l’esame PET, è utile nella stadiazione e nella rivalutazione in follow up di pazienti affetti da tumori neuroendocrini. Il secondo –ha concluso Fè- è un radiofarmaco costituito dall’unione di un ligando capace di unirsi con elevata specificità all’antigene prostatico specifico di membrana (PSMA), proteina altamente espressa nei tumori della prostata ed il Gallio 68, nuclide che emette radiazioni rilevabili con l’esame PET, segnalando la presenza di tumore prostatico, con elevata sensibilità e specificità, rispetto alle tecniche convenzionali (TC o scintigrafia ossea), nelle varie fasi della storia naturale del tumore della prostata”.