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Sanità Basilicata: liste d’attesa chiuse, mancanza di medici e malati oncologici costretti a prenotare un anno per un altro

Il responsabile del Tribunale del Malato di Lagonegro scrive all'assessore regionale Fanelli: "situazione sanitaria è al limite del collasso"

Pubblichiamo di seguito la lettera aperta del responsabile del Tribunale del Malato di Lagonegro all’assessore regionale alla Sanità, Francesco Fanelli.

“Ill.mo Assessore, sono passati ormai diversi giorni dal suo insediamento ai vertici della Sanità lucana, non so se è riuscito a percepire in tutta la sua drammaticità la realtà della sanità pubblica nella nostra Regione. Non voglio tediarla (mi auguro che altri vogliano con altri tono e altra forza parlargliene) con l’ormai annosa questione della mancata costruzione dell’ospedale di Lagonegro, una sorta di monade spersa nell’universo della politica lucana. Un vero e proprio monumento all’insulsaggine delle classi dirigenti che si sono alternate alla guida della regione soprattutto se paragonate a ciò che è avvenuto in altre regioni come in Toscana dove nello stesso periodo hanno progettato, costruito ed inaugurato ben cinque nosocomi con circa 400 posti letto cadauno.

No, le voglio parlare di liste d’attesa chilometriche, o peggio addirittura chiuse come accade per una semplice visita oculistica, o di prenotazioni che i malati oncologici sono costretti a fare un anno per un altro, pena il rischio di saltare controlli e analisi. Le voglio parlare degli ambulatori dell’Asp di Lagonegro dove manca da tempo il cardiologo, il sociologo e lo psicologo, o dell’ambulatorio dell’OTC (analisi del campo visivo) dove una ricca strumentazione giace inutilizzata da tempo ormai immemore, in attesa che un ortottista la faccia funzionare, mentre i pazienti girano per l’Italia per effettuare un’analisi di qualche minuto.

Sono solo alcuni esempi di un cahier de doléance che potrebbe riempire un libro. Certamente, avrà sentito parlare: di problemi contingenti, della pandemia della cronica mancanza di medici. Tutto vero, ma vorrei ricordarLe che il covid ha anche steso anche una sorta di velo pietoso su mancanza e deficienze che già affliggevano la nostra sanità, e che la mancanza di medici non si risolve bandendo concorsi su concorsi che regolarmente vanno a vuoto ma offrendo un sistema sanitario efficiente ed un progetto di sviluppo che sappia anche rispondere alle esigenze professionali e di crescita di un giovane medico.

Mi creda assessore, la situazione sanitaria è al limite del collasso, e se non le bastano le cose che Le abbiamo detto troverà una immediata e chiara cartina di tornasole nell’imponente e triste fenomeno dell’emigrazione sanitaria che oltre al corollario di sofferenze e di disagi dei pazienti e dei familiari, è costato alle casse della sanità la cifra spaventosa (un decimo del finanziamento nazionale) di 108 milioni e 541.000 euro (dati fondazione Gimbe) per il solo anno 2018.

Assessore, il tempo stringe, e se non daremo risposte immediate mettendo in moto una macchina da troppo tempo impantanata e non riusciremo a utilizzare con sagacia e con progetto anche ambizioso i fondi del PNRR. Altrimenti quel Tale che da tanto tempo si aggira nei dintorni di Eboli questa volta non metterà nemmeno il naso oltre i monti della Maddalena, sia pure per un’unghia incarnita. Ringraziando per l’attenzione. Francesco Brigante responsabile tribunale per i diritti del malato Lagonegro