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Esploratore lucano 2.0 in giro “nel mondo che scompare”

Con i suoi risparmi, Angelo Chiacchio, 30enne originario di Episcopia, è partito alla volta di trenta Paesi del mondo

Trecento giorni di esplorazione in trenta località «nel mondo che scompare», questa è l’avventura del lucano Angelo Chiacchio, 30enne, filmaker, fotografo e socio di un avviato studio di design che si occupa di innovazione e creazione di tecnologie a Parigi.

Angelo dopo gli studi, a 19 anni si è trasferito in Francia. A fine gennaio scorso, con i suoi risparmi – circa 60mila euro – saluta amici e parenti e parte per raccontare il “mondo”, attraverso un viaggio dalla Basilicata alla Basilicata: territori offesi dall’inquinamento, culture e popoli che rischiano l’estinzione, passando per Turchia, Tanzania, Isole Maldive, Nepal, Mongolia, Cina. E ancora: Nuova Zelanda, Giappone, Ecuador, Perù, Bolivia, Venezuela, Malesia, Stati Uniti, Argentina e Portogallo.

Ogni tappa è documentata: sui social e sul web. Il viaggio è iniziato dal suo paese di origine, Episcopia, un piccolo centro lucano incastonato su un montagna a metà strada tra lo Ionio e il Tirreno. Terminerà tra poco meno di un anno a Matera, capitale europea della Cultura 2019.

In Turchia, documenta uno dei luoghi più fragili del nostro pianeta: Pamukkale, nella provincia di Denizli, nella regione interna Egea, nella vale del fiume Meandro. I movimenti tettonici non solo hanno causato frequenti terremoti ma hanno anche permesso la nascita di numerosi fonti termali.

L’acqua che emerge perde gran parte dell’anidride carbonica, dando vita al carbonato di calcio che, anche a causa dell’abbassamento della temperatura, forma spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna, rendendo l’area simile ad una fortezza di cotone o di cascate di ghiaccio.

Un luogo vittima del suo stesso fascino, preso d’assalto da milioni di turisti sfruttando ogni suo centimetro. “Oggi, per fortuna – dice Angelo – grazie all’intervento dell’Unesco la situazione è migliorata ma resta per me un’icona fragile e unica che rischieremo di perdere se non ce ne prendessimo cura”.

Dalla Turchia a Tanzania. “Oh che poi Akuna Matata – scherzando su Fb dice Angelo – sarebbe stai senza penzier”. Nei suoi scatti i volti della cultura degli abitanti dei villaggi Masai, dove l’acqua, a causa del surriscaldamento globale, scarseggia e mantenere coltivazioni è davvero complicato.

Uno dei suoi obiettivi non è solo narrare luoghi minacciati dall’inquinamento ma catturare le vite e le tradizioni dei popoli che ancora conservano i loro modi e costumi tradizionali.

Altra meta sono le Maldive, dove il mare minaccia di coprire queste isole e non solo. “Già oggi, -dice Angelo – l’aumento della temperatura e della salinità dell’acqua sta facendo soffrire i coralli che stanno sui fondali ma anche gli alberi di cocco che stanno sulle spiagge”.

Angelo è un esploratore 2.0. Per lasciare un ricordo ai posteri – tramite un documentario social e web, su Ephemera.life – di luoghi che tra decenni potranno non esistere più, porta nel suo enorme zaino, oltre ai medicinali e i pochi capi di abbigliamento, i suoi inseparabili compagni di viaggio: strumenti compatti e di ultima generazione come la sua fotocamera Mirror Less e 4 obiettivi, una fotocamera 360, il pc Mac e un IpadPro ma soprattutto un drone.

Tutto parte proprio dal drone. L’idea di questo lungo è venuta mentre lavorava con la sua agenzia parigina «Nodesign» come partner dell’azienda francese Parrot che stava progettando il «Bebop 2», il drone capace di seguire le persone in autonomia.

Non è la prima volta che Angelo lavora con queste “macchine”. Con alcuni amici ha raccontato il patrimonio naturale dell’Italia con il progetto “Italia senza tempo”.

Questa volta non si ferma solo all’esplorazione del Parco del Pollino o del Gran Sasso ma sfida il mondo, da solo. Naturalmente dopo aver pianificato accuratamente il suo viaggio, essersi allenato fisicamente e con una adeguata profilassi sanitaria. 

Noi lo aspettiamo al suo ritorno, intanto gli auguriamo buon viaggio per il mondo.