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Gioco d’azzardo patologico. La Storia di Michele: “Volevo uccidermi”

La sua storia è iniziata 25 anni fa. Un giorno come tanti cominciò a giocare alle slot machine per puro divertimento ma si trasformò ben presto in patologia

“Sono 2325 giorni che non gioco”. Così Michele inizia la sua storia, uguale a quelli di tanti altri giocatori patologici: persone con un lavoro e una famiglia dove il gioco d’azzardo (GAP) porta sull’orlo della rovina.”

La sua storia è iniziata 25 anni fa. Un giorno come tanti cominciò a giocare alle slot machine per puro divertimento ma si trasformò ben presto in patologia.

Per Michele sono stati anni di distruzione anche dal punto di vista economico, man mano prelevava sempre soldi dal conto fino a chiedere prestiti alle banche.

Con il passare degli anni, si accorge che qualcosa non andava: in famiglia raccontava bugie, faceva finta di nulla pur sapendo che il giorno dopo doveva chiudere un debito, era nervoso, scontroso, non ascoltava e la migliore difesa era l’attacco.

Esausto, prende una decisione molto drastica: quella di uccidersi. Michele capisce che è malato e trova soccorso in un gruppo di mutuo-aiuto “Famiglie Fuori gioco”, in cui oggi è anche presidente.

I dati sul GAP in Italia. Lo studio di Avviso Pubblico, realizzato a partire dai dati della spesa sul gioco d’azzardo in Italia, pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopolo il 4 gennaio 2018, registra che ogni mese viene perso quasi un miliardo di euro in apparecchi da intrattenimento. La spesa complessiva, dal primo gennaio 2016 al 30 giugno 2017, è di 15 miliardi e 800 milioni di euro, in 18 mesi. La spesa pro-capite annuale calcolata sulla popolazione attiva nel gioco d’azzardo per giocatori occasionali, abituali e patologici, arriva a toccare la quota di 419,44 euro.

I dati sul GAP in Basilicata. Nel 2016 la Basilicata, dati dei Monopoli di Stato alla mano, ha bruciato oltre 750 milioni di euro (495 milioni in provincia di Potenza e 258 milioni in provincia di Matera). La spesa media a famiglia per il gioco d’azzardo è pari a 3.100 euro l’anno (circa 265 euro al mese).

Legge regionale. La Basilicata ha redatto la legge n. 30 del 27 ottobre 2014, “Misure per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (G.A.P.)” – per la prevenzione, la riduzione del rischio e il contrasto della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico (GAP) nonché per la cura e la riabilitazione delle persone affette da tale patologia.

L’Osservatorio. L’art. 3 della legge include la formazione dell’Osservatorio Regionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo, istituito nel Dipartimento Politiche della Persona e di cui fa parte anche l’associazione Famiglie Fuori Gioco. La Regione ha ricevuto da parte del Ministero della Salute la somma di 474.602, 00 euro.

L’Associazione Famiglie Fuori Gioco. Il 23 aprile 2018, al Teatro Stabile di Potenza, Famiglie Fuori Gioco ha organizzato un incontro sul gioco d’azzardo patologico “Io Gioco, Tu Giochi, Noi Perdiamo”. Ospite anche il Sindaco di Potenza, Dario De Luca, il quale ha promesso controlli più serrati nei bar e nelle sale slot, con la conseguenza di rispettare gli orari e la norma della distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili che, per ora, non è esaudita. Molti Comuni della Regione sono sordi all’appello della legge regionale, soltanto i Comuni di San Fele, Venosa e Castelsaraceno sarebbero fedeli alle norme.