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La zes appulo-lucana come retro porto di Taranto

Le proposte del Comitato promotore della zona economica speciale lucana

Le Zes hanno come obiettivi principali l’attrazione di investimenti diretti, soprattutto di soggetti stranieri, l’aumento della competitività delle imprese in esse insediate, l’incremento delle esportazioni, la creazione di nuovi posti di lavoro e il più generale rafforzamento del tessuto produttivo, attraverso stimoli alla crescita industriale e all’innovazione. Per comprendere l’importanza di questo strumento e i benefici in termini occupazionali, si può verificare quanto già accaduto in Polonia, dove tra il 2005 e il 2016 nelle Zes sono stati creati oltre 300.000 nuovi posti di lavoro, con una attrazione di investimenti pari a 23 miliardi di euro. Tutto questo può e deve essere attuato nella ZES appulo-lucana come retroporto di Taranto.

Il tema è stato trattato dal Comitato Zes Lucana 2017 con la presenza di esperti sin dal mese di settembre 2017 quando è stato ospite a Matera il professor Juan Torrents, presidente mondiale della Femoza, ed ha prodotto dei “Suggerimenti per un Piano Strategico”, che è stato consegnato alla Regione Basilicata, alla Regione Puglia (la cui task force sta redigendo il piano strategico anche per la Basilicata) e al Ministro De Vincenti. Quest’ultimo, ospite presso la sede del Comitato la mattina del 9 aprile scorso ha invitato la nostra Regione a fare presto e sollecitato questo Comitato a sostenere l’iniziativa e accompagnare la nostra Regione in un cammino che si sta rivelando irto e difficoltoso.

Per tale ragione è stato invitato presso la nostra sede Fulvio Di Blasio, Segretario generale dell’Autorità Portuale del Mar Jonio, per discutere dello stato dell’arte e dare un altro contributo per accelerare i lavori di redazione del Piano Strategico e rendere note ai cittadini lucani le perimetrazioni della ZES lucana che ormai sarà a “macchia di leopardo”, qui e là per il territorio lucano senza farne uno spezzatino, che non serve ad alcun territorio da rivalutare industrialmente. Il tema è di rilevante importanza e dobbiamo portarlo avanti con la dovuta oculatezza e con la consapevolezza di riuscire a definire l’iter procedurale previsto in tempi relativamente brevi.

Già il 30 ottobre scorso, durante l’incontro in Camera di Commercio con i segretari di Cgil, Cisl, Uil, il sindaco di Matera e alcuni parlamentari interessati all’argomento, la questione Zes è emersa come preponderante tra le altre oggettivamente necessarie per ridare slancio alla nostra realtà imprenditoriale e territoriale. Anche per l’incontro del 23 maggio il Comitato Zes Lucana 2017 ha invitato Fulvio Di Blasio, insieme ai sindaci dei comuni interessati, sindacalisti, associazioni di imprenditori e a coloro che vorranno intervenire i sindaci dei comuni interessati per sentire la loro opinione perché la norma prevede che la Zona economica speciale possa essere costituita anche da aree non territorialmente adiacenti, purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprendano al proprio interno almeno un’area portuale. Dopo l’incontro il Comitato invierà una sua relazione alla Task Force costituita presso la Regione Puglia, per una proposta condivisa.

Pierluigi Diso, coordinatore Comitato Zes Lucana 2017