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Elezioni in Basilicata. Cittadini intossicati e candidati “dopati”

Negli ultimi cento metri della corsa si decide tutto

La campagna elettorale volge al termine. Siamo sugli ultimi cento metri. Nulla può essere dato per scontato. E’ in qui cento metri dal traguardo che si gioca tutta la corsa.

Una corsa lunghissima per i Cinque Stelle che hanno fatto una campagna elettorale di sette mesi.

Cortissima per il centrodestra e per il centrosinistra partiti dopo mesi di litigi negli spogliatoi. Sapevano i vecchi volponi che la fatica potevano risparmiarsela. Bastava mettere in pista concorrenti dopati. E così hanno fatto.

Candidati coinvolti nel sistema di potere del Pd di Pittella e del centrosinistra dei Santarsiero, dei De Filippo, dei Margiotta e così via. Candidati coinvolti nel club del centrodestra che ha raccolto le briciole del Potere rinunciando a un’opposizione credibile. Amici e compari di Viceconte, Taddei, Pagliuca, Berlusconi, Salvini e via dicendo. Altri uomini degli apparati, detentori di pacchetti di voto, indagati e condannati.

Una corsa truccata, con cambi di corsia da destra a sinistra e viceversa. Una maratona in cui 240 concorrenti indossano magliette diverse ma con la taglia uguale. Fanno finta di correre gli uni contro gli altri ma in realtà si passano il testimone come in una staffetta occulta, occupando tutte le corsie. Imbottiti di “stimolanti e anabolizzanti”. Stimolati dagli interessi personali, dalle prebende future, dalla conservazione del potere. Anabolizzati dalle risorse disponibili, dagli sponsor, dai soldi che girano a iosa tra aspiranti commensali alla tavolata del potere.

Tuttavia, quegli stimolanti sono pericolosissimi. Provocano effetti collaterali pesanti. Creano ansia di potere, vertigini da danaro, capogiri, insonnia e aumento dell’arroganza e della supponenza. Il peggio che la Basilicata possa sperare. Questi concorrenti non si limitano a “dopare” se stessi ma spacciano menzogne, promesse di prebende future, favori già concessi e da concedere con lo scopo di anestetizzare il cervello degli elettori e doparne la pancia. Non tutti, per carità, ma certamente i padroni e i candidati che indossano la maschera del padrone. E sono tanti.

Quelli del centrodestra, a tre giorni dal voto, non sono ancora in grado dirci che cosa intendono fare per risolvere i problemi della Basilicata. Ci hanno già detto però quali sono le loro intenzioni per creare problemi nuovi: Continuare a trivellare per sfruttare la “ricchezza del petrolio” e creare sottosviluppo, defiscalizzare (cosa che significa nulla), camere di video-sorveglianza. Tutto il resto lo sveleranno nel loro programma dopo le elezioni. Speriamo di non essere costretti a leggerlo.

Quelli del centrosinistra qualunque cosa dicano non sono credibili. Hanno già dimostrato le loro capacità di governo. I dati parlano chiaro. La Basilicata è una regione sottosviluppata nonostante le sue ricchezze. Molti di loro hanno lucrato sui rimborsi e sulla salute dei cittadini. Gli eletti saranno i soliti che hanno partecipato per decenni alla mangiatoia del potere che ha ridotto la Basilicata nelle condizioni attuali.

Insomma, questa è una campagna elettorale tossica, democraticamente “truccata”. Avvelenata dalle finzioni, dall’opacità, dai mascheramenti, dalle bugie. Impasticcata da cattive intenzioni spacciate per buone. Il “doping” è svelato. Adesso bisogna squalificarli, prima che finisca la gara. Negli ultimi cento metri della corsa si decide tutto.