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Corruzione e falso a Venosa. Agli arresti domiciliari funzionari e tecnici

Il Tribunale del Riesame di Potenza ha riconosciuto a livello di gravità indiziaria l'esistenza di una associazione a delinquere fra Pubblici Ufficiali e professionisti emettendo le misure cautelari oggi eseguite nei confronti di un geometra, un ingegnere, un architetto e un funzionario della Regione

Nel tardo pomeriggio del 10 giugno scorso, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Venosa, è stata data esecuzione a 4 misure cautelari agli arresti domiciliari disposte dalla Sezione Riesame del Tribunale di Potenza.

Si tratta del geometra dipendente dell’ufficio tecnico del Comune di Venosa, Emanuele Lichinchi, del funzionario dell’Ufficio difesa del suolo della Regione Basilicata, Nicola Calabrese, dell’architetto di Melfi Andrea Luciano Calabrese e dell’ingegnere di Venosa Mario De Feudis.

Ai quattro vengono contestati i reati di associazione per delinquere, concorso in corruzione, concorso in induzione indebita a dare o promettere utilità, falsità materiale e ideologica.

Il  provvedimento è stato emesso a seguito di parziale accoglimento del ricorso proposto il 14 novembre scorso dalla Procura della Repubblica contro l’ordinanza emessa dal Gip di Potenza che il 13 novembre 2019 aveva condotto all’esecuzione di 17 misure cautelari a carico di altre persone tra amministratori e funzionari.

II secondo filone di indagine riguardava le quattro persone arrestate. Dalle indagini sarebbero emersi numerosi episodi di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, poste in essere con riferimento alla trattazione di varie pratiche edilizie pendenti sia presso l’Ufficio Difesa del Suolo di Melfi,  sia presso l’Ufficio tecnico del Comune di Venosa.

In sostanza sarebbe emersa, come fattispecie ricorrente, che il buon esito delle pratiche edilizie era subordinato  all’accordo  fra  pubblici ufficiali e privati  nel  quale,  come  controprestazione  delle autorizzazioni e nulla osta rese dalla Pubblica amministrazione, era previsto sistematicamente l’affidamento a determinati tecnici della progettazione e direzione dei lavori delle opere da realizzarsi anche a prescindere dalla sussistenza dei requisiti tecnici necessari per assentire le pratiche.

Proprio in relazione a questo secondo filone il Tribunale del Riesame ha riconosciuto a livello di gravità indiziaria l’esistenza di una associazione a delinquere fra Pubblici Ufficiali e professionisti emettendo le misure cautelari oggi eseguite.