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Quegli antichi tesori lucani in pericolo che hanno meravigliato l’Italia

Nella Giornata virtuale dei Beni in pericolo, grande successo nazionale per cinque siti della Basilicata

La piccola bella Basilicata ha messo in campo il suo orgoglio e il suo amore per quanto di bello ha, a partire dai propri Beni culturali colpevolmente in stato di abbandono, cogliendo l’occasione della Giornata virtuale dei Beni in pericolo-La Lista Rossa, lanciata da Italia Nostra per il recupero del nostro Patrimonio Culturale.

In questa campagna fra 59 Beni italiani tutti di particolare bellezza, la Basilicata, accogliente ma negletta regione, appetita da ogni sorta di neo colonizzatori, ha riversato tutto il suo entusiasmo a sostegno dei siti segnalati da due sezioni, quella del Vulture Alto Bradano, (presidente Vitantonio Iacoviello) e quella del Senisese, (presidente Domenico Totaro).

Per clic, seguito e condivisioni su Facebook questi siti hanno suscitato l’interesse nazionale piazzandosi nei primi 5 posti. Al primo, con 35.500 (sez. Vulture) due chiesette nella antica Foresta di Lavello,  la chiesa di Santa Maria della Foresta consacrata da Papa Niccolò II nel 1059, ormai rudere, e quella di Santa Maria ad Martyres risalente al XIV° secolo.

Beni in pericolo
Chiesa di Santa Maria ad Martyres, Lavello

Beni in pericolo
Chiesa Santa Maria della Foresta

Queste chiesette fino a qualche decennio fa erano meta di pellegrinaggio dai paesi contermini. Luoghi magici immersi nel verde, segnati dal dolce mormorio del vicino ruscello e dall’argenteo suono delle campanelle. Luoghi teatro di eventi ricchi di storia, con i resti di un ponte antico di 5 metri di larghezza rifatto nel medioevo, sul quale transitava Corrado IV, che nei pressi trovò la morte in circostanze misteriose.

Al secondo posto con 9900 clic, il Ponte romano di Palino in Sant’Agata di Puglia. Al terzo con 8800 la suggestiva Casa del Diavolo di Lavello, villa di epoca romana con terme, segnalata dalla sezione Vulture Alto Bradano.

Beni in pericolo
Casa del Diavolo, Lavello

La villa come altre della zona, merita valorizzazione per il suo fascino, per la provenienza dal luogo di numerose epigrafi latine e cippi miliari che attestano la vicinanza della via Herculea. E per il fenomeno legato al tramonto del sole che faceva e fa uscire i suoi raggi da due finestre e dalla porta del rudere, facendole diventare occhi e bocca di brace del diavolo, terrorizzando così i contadini di passaggio.

Al quarto con 8500 le antiche “Logge del Mercato” di Senise (sez. Senisese). Si legge nella segnalazione che “L’antica struttura rappresenta uno dei simboli storici più importanti della Basilicata per le sue dimensioni ( 900 mq circa), la sua funzione  (importante crocevia a valle di una delle più vaste contee del Regno delle due Sicilie) e per la tradizione che, perpetuatasi fino a noi, rappresenta ancora oggi un importante momento sociale per la comunità di Senise e non solo”.

Beni in pericolo
Antiche Logge del Mercato, Senise

Al quinto con 8002 l’antica centrale idroelettrica di Muro Lucano segnalata da Carmine Sarcinella, socio della sezione Vulture A.B. La centrale del 1915 ora in pessime condizioni, si legge, ha un forte significato legato all’acqua e al suo utilizzo rispettoso e consapevole.

Beni in pericolo
Antica centrale idroelettrica del 1915Muro Lucano

Oggi, il sito potrebbe essere recuperato come Museo dell’acqua riportando in loco oggetti, attrezzature e arredi.L’Italia è ricca di Beni da salvare e come scrive Italia Nostra nel lanciare la campagna,”Intraprendere un vasto programma di restauro e recupero del nostro Patrimonio Culturale potrebbe essere spesa di qualità,capace di sostenere il settore della PMI edilizie specializzate. Aumentare i fondi impegnati nei cantieri gestiti dalla Soprintendenze, potrebbe aiutare il settore edilizio e restituire al Paese un Patrimonio Culturale ben curato, restaurato e recuperato alla fruizione pubblica e al turismo internazionale”.

E allora via a recupero e valorizzazione dei Beni, (quanto lavoro ci sarebbe per giovani diplomati e laureati del settore,delusi nelle loro aspettative!), cura del Paesaggio, della naturalità, degli ecosistemi e della qualità della vita, manutenzioni stradali serie e costanti, sistemazioni idrogeologiche, campagne di messa in sicurezza degli edifici con adeguamenti antisismici, autoproduzione diffusa (ma quella vera) di energia ed opere per aumentare l’efficienza energetica! Queste iniziative doverose sì che creerebbero lavoro vero, duraturo ed equità sociale! Italia Nostra non mancherà di perseguire questi obiettivi, in linea con il proprio Statuto.Altro che grandi opere! Vitantonio Iacoviello,presidente sezione Vulture Alto Bradano e Consigliere nazionale di Italia Nostra.

Vitantonio Iacoviello, Italia Nostra Basilicata