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Referendum autonomisti? E’ giunto il momento di far tornare centrale la questione meridionale

Molinari (Art Uno-Mdp) per l'autonomia regionalista delle risorse

Invece di lamentarsi il bue, si lamenta l’asino”: così recita un vecchio adagio popolare, più che mai attuale alla luce della gran cassa leghista successiva ai Referendum autonomisti di domenica scorsa in cui l’opulento Nord-Est rivendica maggiori risorse finanziarie per sé, lasciando le briciole alla sussidiarietà nazionale, e continua a dipingere il Sud come l’autentica palla al piede dell’Italia, che sottrae preziose risorse al Settentrione.

E’ giunto il momento di ribaltare questo luogo comune e di far tornare centrale nel dibattito politico nazionale la questione meridionale, da tempo immemore derubricata nell’agenda di governo.

All’interno della questione meridionale vi è la peculiare situazione della Basilicata, una regione ricca di risorse naturali, acqua e petrolio in primis, che contribuisce col 30% al fabbisogno nazionale di idrocarburi e che dà più di quello che ha dallo Stato centrale, al netto delle distorsioni pur verificatesi nell’utilizzo delle royalties, non sempre conforme alle esigenze di sviluppo del territorio.

Si colga, dunque, sino in fondo la sfida lanciata dai Referendum lombardo-veneto e si determinino reali condizioni di pari opportunità fra tutte le regioni italiane, da un lato abolendo la sperequazione delle regioni a statuto speciale, che non hanno più ragioni storiche e sociali per essere mantenute in vita, e, dall’altro lato, dando piena applicazione, in tutte le regioni italiane, al comma 3 dell’art. 116 della Costituzione attraverso il Federalismo delle risorse che permetta di far restare nel territorio regionale una percentuale della ricchezza prodotta nel medesimo ambito, che sia simile per tutte le regioni.

La Basilicata in quest’ottica può svolgere una funzione importante e non subalterna, nella consapevolezza di disporre di risorse strategiche a disposizione dell’intera comunità nazionale, che andrebbero meglio valorizzate e capitalizzate per colmare atavici gap infrastrutturali e migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini.

Sarebbe auspicabile che la Regione Basilicata, scevra dai condizionamenti strumentali derivanti dai posizionamenti interni al Pd, si adoperi concretamente per instaurare rapporti di leale cooperazione istituzionale con le regioni limitrofe, a partire dalla Puglia, nella consapevolezza che sul nostro territorio vi sono preziose risorse naturali e che la più consistente dimensione demografica delle regioni confinanti rappresenti un naturale bacino d’utenza e/o di consumo per le filiere derivanti dalla gestione di queste risorse e dei flussi turistici in Basilicata.

C’è da augurarsi, quindi, che i preposti organi della Regione Basilicata, con la massima urgenza, attivino un proficuo confronto istituzionale con le altre regioni e con il governo centrale per ottenere maggiore autonomia regionalista ed un concreto ristoro per la comunità lucana dell’ingente ricchezza estratta e prodotta in Basilicata”.

Antonello Molinari, Articolo Uno- MDP- Basilicata