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Uccisione Aldo Moro: “Nessuna giustificazione per il terrorismo”

Molinari: "Critico alcuni servizi televisivi che, nel raccontare la storia del caso Moro, hanno dato ampio spazio ai brigatisti coinvolti nel suo rapimento e uccisione"

Ricordare quello che accadde 40 anni fa con l’omicidio dell’allora presidente della Dc Aldo Moro e dei cinque agenti della sua scorta è necessario per tenere ben presente i valori da difendere e per tenere sempre ben chiara la distinzione tra la lotta politica e gli atti criminali che, in quegli anni, non avevano nessuna ragione di esistere essendo possibile, in un paese democratico, manifestare le proprie idee e candidarsi per poterle realizzare.

Devo, quindi, criticare alcuni servizi televisivi che, nel raccontare la storia del caso Moro, hanno dato ampio spazio ai brigatisti coinvolti nel suo rapimento e uccisione.

Quello che non condivido è cercare motivazioni politiche e sociali di un fenomeno tutto italiano, fatta eccezione per la Germania. Stesso discorso vale per il terrorismo nero.

Chi, come me, ha vissuto quegli anni ricorda il clima di tensione: noi giovani della Dc, ai cortei, avevamo difficoltà anche a portare in alto le nostre bandiere e venivamo scortati per essere tutelati dalla violenza.

L’impressione che ho avuto, seguendo una trasmissione andata in onda su un canale privato, è stata di assistere ad una spiegazione romanzata, falsata di fatti su cui restano ancora zone d’ombra da illuminare e su cui gli stessi brigatisti intervistati non hanno dato spiegazioni.

Mi è sembrato quasi si volesse trovare una giustificazione al terrorismo delle Br.

Mi ha colpito negativamente, poi, ascoltare le parole dei brigatisti che non sono sembrati affatto pentiti e che ancora non hanno detto chi materialmente sparò a Moro. Nelle loro parole non ho avvertito alcun rimorso.

La spiegazione della storia deve essere altra cosa rispetto alla mitizzazione o enfatizzazione di atti criminali.

Il 16 marzo deve essere un momento di riflessione e di preghiera ma allontaniamo l’idea di Br con ragioni di fondo per portare avanti le orribili stragi che hanno insanguinato l’Italia e straziato famiglie.

Non esiste nessuna motivazione valida per un fenomeno criminale che usava la politica come alibi all’uso delle armi.

Per i terroristi non può esserci una riabilitazione di immagine, in particolare, se non vi è da parte loro pentimento.

Nonostante abbiano scontato la loro pena restano gli attori di una delle pagine più buie dell’Italia.

Dovrebbero avere almeno il buon gusto di tacere. Bisognerebbe ignorarli.

Certo non può essere riaccreditato un movimento armato che ha trovato un terreno fertile ma che non aveva nessuna ragione di esistere.

Giuseppe Molinari, già onorevole della Camera dei Deputati