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Basilicata petrolifera. La commercializzazione del gas di Tempa Rossa: i dubbi sul contratto tra la Total e la Bgas S.r.l.

È l’esito di un’evidenza pubblica o si tratta di un affidamento diretto? E perché la Bgas viene costituita 10 mesi prima di quell’accordo? Per fare cosa?

“Per la prima volta in Basilicata un operatore del territorio commercializzerà direttamente il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) prodotto nel Centro Olio Tempa Rossa. Il prodotto, di qualità autotrazione, sarà distribuito ad alcune stazioni di servizio lucane e di regioni limitrofe, consentendo loro un risparmio sui costi logistici ed in particolare sui costi di trasporto verso basi alternative quali Brindisi, Taranto e Napoli.

L’accordo con la Bgas S.r.l. di Brienza (Potenza), impegnata nella vendita di prodotti petroliferi, lubrificanti per autotrazione e combustibili per riscaldamento, è stato firmato oggi nella sede di Potenza di TotalEnergies EP Italia. Il contratto prevede che all’operatore lucano vengano assicurati indicativamente fino a cinque carichi di GPL ogni settimana, dal lunedì al venerdì, a partire dal prossimo giugno. (…) Grazie al GPL prodotto a Tempa Rossa e all’accordo con la Bgas S.r.l., la Basilicata, che fino a oggi importava GPL esclusivamente dalle regioni limitrofe Campania e Puglia disporrà di una base di approvvigionamento aggiuntiva situata al centro della Regione contribuendo così a diversificare e calmierare le relative fluttuazioni di prezzo”. “Operiamo in questo settore da anni – ha aggiunto l’amministratore unico di Bgas, Antonio Lopardo, e abbiamo tutte le autorizzazioni e le caratteristiche tecniche e logistiche per avviare questa importante attività. (…)”  Questo è uno stralcio del comunicato stampa diffuso dalla TotalEnergies EP Italia mercoledì 11 maggio 2022.

Curiosità sull’accordo: “l’esperienza nel settore”

Non sappiamo se l’accordo sia stato sottoscritto in seguito all’esito di un’evidenza pubblica o se si tratta di un affidamento diretto. Lo abbiamo chiesto all’ufficio stampa della TotalEnergies EP Italia ma ad oggi nessuna risposta. Poco male. Potrebbe essere indifferente nel quadro delle curiosità che ci ha suscitato l’iniziativa. La prima è l’affermazione dell’amministratore unico della Bgas S.r.l.: “operiamo in questo settore da anni”. Per la verità ci pare di capire che ad operare da anni nel settore siano altre società riconducibili all’amministratore unico della Bgas e ad altri.

La Bgas S.r.l., infatti, nasce il 9 luglio 2021 e dichiara inizio attività il 21 luglio 2021, insomma meno di un anno fa. E dunque l’esperienza nel settore dovrebbe derivare dai soci della Bgas S.r.l.? Nemmeno. Soci della Bgas sono la PLS Industries S.r.l., il cui amministratore unico è Antonio Lopardo, e la CS Group S.r.l. della famiglia Cardone. Sia la prima sia la seconda non hanno un codice Ateco primario corrispondente all’attività oggetto dell’accordo.

Il codice Ateco per il commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi è il 46.71 e correlati, coerente con l’attività della Bgas S.r.l., mentre il codice Ateco primario della PLS è “fabbricazione di strutture metalliche e di parti di strutture” e quello della CS Group è “attività delle società di partecipazione holding”. Anche i rispettivi oggetti sociali prevalenti sembrano non corrispondere all’attività oggetto dell’accordo.

E dunque ci siamo chiesti perché la Bgas S.r.l. dichiara anni di esperienza nel settore, nonostante sia attiva da 10 mesi e nonostante la base sociale sia composta da società che dovrebbero fare tutt’altro come attività primaria? Certo l’esperienza nel settore riguarda un’altra società riconducibile alla famiglia di Silvano Cardone proprietaria della CS Group S.r.l., si tratta della Lucania Gas S.r.l. e della Energy service S.r.l. E allora perché a costituire la Bgas S.r.l. c’è la CS Group (Holding) e non, per esempio la Energy Service? Questioni loro, ragioni tecniche o di opportunità, non sappiamo. Sappiamo però che quell’affermazione – “operiamo in questo settore da anni” – potrebbe apparire, date le circostanze, stravagante.

Prima di arrivare alla società che maggiormente ci incuriosisce diamo uno sguardo alla PLS Industries S.r.l., socia al 50% della Bgas S.r.l. Amministratore unico e proprietario della PLS al 50% è Antonio Lopardo di Brienza, al 25% una signora di Casal Velino e al 25% un’avvocata di Potenza. Ci incuriosisce il domicilio dichiarato dalle due socie di Lopardo: è attestato all’indirizzo di una strada di Potenza con due numeri civici molto improbabili. Anche il domicilio dichiarato dal preposto alla gestione tecnica dell’impresa è probabilmente frutto di un errore: l’indirizzo corrisponde a un Comune diverso da quello della domiciliazione dichiarata. Anche in questo caso ci saranno dei motivi, pienamente legittimi, che non è necessario conoscere. Solo curiosità.

Curiosità sul socio CS Group S.r.l. (Holding)

Ci siamo dunque interrogati sui motivi della partecipazione di una holding nella base sociale della Bgas S.r.l. Non abbiamo risposte. Una ragione, che a noi inesperti della materia sfugge, ci sarà senza dubbio. Proviamo a seguire le tracce della Holding della famiglia di Silvano Cardone.

*La CS Group S.r.l. nasce nel marzo del 2021, praticamente tre mesi prima della Bgas S.r.l., ha sede legale a Roma in via Domenico De Dominicis 26. Il capitale sociale sottoscritto ammonta a 10mila euro, versato 2mila e 500 euro. La proprietà è suddivisa in quote uguali del 20% tra Silvano Cardone, e gli altri 4 componenti la sua famiglia, compresa la coniuge che della Società è amministratrice unica. La famiglia Cardone è anche proprietaria della Energy Service S.r.l. con sede a Viggiano. Si tratta di un’azienda che da oltre 10 anni si occupa di commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, gas, bombole gpl ecc.

Tuttavia è la CS Group che ci interessa poiché insieme alla Apex S.r.l. è proprietaria della Lucania Gas S.r.l. sede legale a Brienza, con un oggetto sociale uguale a quello della Energy Service S.r.l.

La Lucania Gas S.r.l.

Nasce nel maggio 2001 per occuparsi di commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi e gestione impianti di distribuzione. Ha un capitale sociale di 10mila e 200 euro, di cui il 50% è di proprietà della CS Group S.r.l. e il 50% è di proprietà della Apex S.r.l. Amministratore unico della Lucania gas è Carmelo Tucci, potentino residente a Marsico Vetere. Tucci è anche amministratore unico della Apex S.r.l., società che ha la sede legale allo stesso indirizzo della CS Group S.r.l. della famiglia Cardone.

La Apex S.r.l.

Costituita nel 2005 e iscritta alla Camera di Commercio di Potenza, nel 2008 trasferisce la sede legale a Roma mantenendo l’attività in provincia di Potenza con una unità locale a Marsicovetere e a Sasso di Castalda. Opera nel settore delle costruzioni di edifici residenziali e non residenziali. Ha un capitale di 12mila euro di proprietà di un unico socio, Magdalena Vega Perez, cittadinanza spagnola e domicilio, dichiarato alla Camera di Commercio, in Plaza De La Marina a Malaga. Vega Perez compare nel Registro mercantile di Malaga, come amministratrice unica e procuratore della Inversiones Syrinx SL con sede a Malaga, una società che si occupa di intermediazione commerciale e attività immobiliare. Collegate al nome di Magdalena Vega Perez risultano altre Società iscritte a Malaga tra il 2015 e il 2020.

Le compravendite che portano alla Opera Fuel S.p.A.

Alcune cessioni e acquisizioni della Lucania Gas S.r.l. e della Apex S.r.l. ci portano a ipotizzare legami contrattuali con la Opera Fuel Spa di Francesco D’Auria. Il 4 aprile 2019 viene registrata una cessione sotto forma di compravendita dalla Apex S.r.l. alla Opera Fuel. Il 17 gennaio 2020 viene registrata una cessione sotto forma di compravendita dalla Lucania Gas alla Opera Fuel.

La Opera Fuel S.p.A.

È una società per azioni attiva dal 14 novembre 2016. Capitale sociale 700mila euro, sede legale a Milano, attività prevalente “acquisto e vendita all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi”. Amministratore unico, e proprietario, Francesco D’Auria. La Società aveva unità locali in Basilicata: a Marsico Nuovo sulla Fondo valle dell’Agri al km. 28+400, aperta il 21 giugno 2018 e cessata il 13 ottobre 2021; a Brienza, in contrada Taverne sulla Statale 598, aperta il 15 gennaio 2018 e cessata il 13 gennaio 2020; a Marsico Nuovo in località Cerbaia, aperta l’11 marzo 2019 e cessata il 13 ottobre 2020; a Brienza, al km 8+826 della Statale 598, aperta il 13 marzo 2019 e cessata il 25 maggio 2021; a Brienza, sulla Statale 95 al km 14+800, aperta il 3 marzo 2020 e cessata l’8 aprile 2020.

Francesco d’Auria e l’inchiesta della Procura di Nocera Inferiore

La Opera Fuel di Francesco D’Auria viene travolta nel luglio 2021 da un’inchiesta della Procura di Nocera Inferiore.  “D’Auria avrebbe, secondo gli inquirenti, dal 2014 messo su una società nella Repubblica Ceca, la sua cassaforte, dove confluivano i proventi dei traffici illeciti dei carburanti, proventi poi impiegati nel commercio e noleggio di auto di lusso e nella compravendita aziende imprese. L’imprenditore paganese era di fatto l’amministratore della Opera Fuel, fulcro economico dell’associazione, operante nell’omonimo comune milanese ma con diversi distributori di carburante in tutta Italia. D’Auria sarebbe stato, inoltre, l’amministratore di fatto di altre 13 società per lo più nel settore degli ambulanti.” (La cittàdisalerno.it, 8 luglio 2021)

All’esito delle perquisizioni del 7 luglio 2021, sarebbero stati sequestrati, tra Lombardia, Abruzzo, Lazio, Campania e Basilicata, 27 cisterne per il trasporto dei carburanti, nonché quote societarie, i compendi aziendali di nove imprese (sette italiane e due estere), due depositi commerciali, 10 impianti di distribuzione, un’imbarcazione di lusso. Il sistema, secondo la Procura, era sempre lo stesso: utilizzare fatture emesse da società “cartiere” per non pagare sui carburanti accise e Iva, ma anche la miscelazione con oli minerali non destinati all’autotrazione.

La Opera Fuel era già finita, prima dell’inchiesta nocerina, sotto sequestro per decisione del tribunale di Bolzano.  I beni sequestrati alla Società sono attualmente sottoposti ad amministrazione giudiziaria. Per molte delle persone coinvolte nell’inchiesta è stato chiesto il rinvio a giudizio. Tuttavia D’Auria sarebbe coinvolto anche in altre inchieste giudiziarie per presunti reati di narcotraffico e frode su auto di lusso.

Qui alcuni articoli di stampa che all’epoca si sono occupati della vicenda: La stampa, imprimanews, occhionotizie, il mattino, lacittàdisalerno, e ancora lacittàdisalerno.

Conclusione provvisoria

È evidente che le tutte le Società citate in questo articolo, a parte la Opera Fuel, nulla hanno a che fare con le vicende giudiziarie di Francesco D’Auria. È altrettanto evidente che le compravendite registrate tra la Apex S.r.l., la Lucania Gas e la Opera Fuel risalgono a periodi precedenti l’inchiesta della Procura di Nocera e dell’ operazione della Guardia di Finanza di Bolzano. Nessuna delle Società citate, dunque, è stata coinvolta in quelle vicende.

Tuttavia, restano aperte le domanda rivolte alla TotalEnergies EP Italia: l’accordo con la Bgas S.r.l. è l’esito di un’evidenza pubblica o si tratta di un affidamento diretto? E perché la Bgas viene costituita 10 mesi prima di quell’accordo? Per fare cosa? Anche le domande nulla hanno a che fare con le vicende dalla Opera Fuel, ma hanno a che fare con il dovere di trasparenza che la multinazionale francese dovrebbe avere nei confronti dei cittadini lucani.

*Tutti i dati relativi alle aziende sono ricavati dalle ultime visure camerali rinvenibili alla data di oggi 17 maggio 2022

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